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Direttore Antonio Esposito

La ripartenza dei treni slitta al 2026 tra le proteste della gente - "Ridateci la ferrovia. Qui ci vorrebbe un Valle Caudina Day"
 

sab 12-07-2025 14:05 n.621, a.e.

La ripartenza dei treni slitta al 2026 tra le proteste della gente

"Ridateci la ferrovia. Qui ci vorrebbe un Valle Caudina Day"


“Ridateci la nostra ferrovia. Basta con le promesse. Mobilitiamoci. Blocchiamo la Nazionale. La Valle Caudina non ha mai avuto Santi in Paradiso. Se ci fosse unità d’intenti, saremmo più ascoltati. Perché i sindaci non si fanno sentire? Dove sono i consiglieri regionali? Sui social si moltiplicano le voci di protesta. L’ennesimo rinvio della riapertura della linea è uno scandalo. Una barzelletta. L’Eav scarica le responsabilità sul “significativo ritardo” delle imprese. Qui ci vorrebbe un Valle Caudina Day.

L’incontro con i sindaci dello scorso 8 luglio a Napoli,  ha partorito un nuovo cronoprogramma. L’Ente Autonomo Volturno, che gestisce la linea, ha comunicato che i lavori per il segnalamento finiranno nell’ottobre di quest’anno e quelli per l’armamento nel giugno del 2026. Per cui l’attivazione della tratta è prevista per il novembre del prossimo anno. Se tutto va bene. Molto dipenderà, però, dai tempi di verifica e collaudo, che spettano  all’Ansfisa (Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria).

“Quei treni come un miraggio”, avevamo scritto in un articolo del marzo scorso, quando fu inaugurata la nuova stazione Appia, senza l’ombra di un treno. Questo nuovo schiaffo al territorio accresce la sfiducia nelle istituzioni. Perché trasforma la vicenda davvero in una telenovela infinita. “Avrete una ferrovia -annunciava l’Eav nel 2023- nuova e moderna”. Dal marzo 2021, quando la linea fu interrotta, non si contano le promesse di riapertura, puntualmente e inesorabilmente cadute una dopo l’altra.

Nel febbraio 2024, ad un convegno della Cgil irpino sannita sui trasporti, il presidente Umberto De Gregorio, ricordava il grande impegno della regione. “Abbiamo investito 150 milioni di euro per questa linea -ribadiva-  che nel 2017 rischiava la chiusura . Qui non si è mai visto un impegno economico così consistente. Abbiamo fatto una scelta politica per quest’area interna. I lavori finiranno il prossimo 31 marzo, poi la palla passa ad Ansfisa. Comunque i treni ripartiranno entro quest’anno”.

Il sogno sembra quasi avverarsi. Con la magnifica e surreale inaugurazione della nuova Stazione Appia. Siamo al 10 marzo scorso. Il presidente De Gregorio, il sindaco Mastella e altri tre sindaci caudini sorridono davanti a quella stazione senza treni. Simile a una fontana senz’acqua. La ferrovia riaprirà a luglio, anzi no a dicembre. Passano i mesi senza una data precisa per la ripartenza. Poi il comunicato dell’8 luglio. Bisognerà ancora aspettare un anno e mezzo. Con la benedizione di Padre Pio, che guarda dalla Stazione Appia.

Per tenere i fari accesi sulla questione, il Comitato per la Riapertura convoca la Rai regionale ad Arpaia. L’Unione dei Comuni Caudini e il sindaco di Montesarchio, Carmelo Sandomenico, esprimono sdegno e amarezza. Qualcuno invoca la magistratura. Il presidente De Gregorio si mostra ottimista. “L’obiettivo è a portata di mano -rassicura- ancora un po’ di pazienza. Dopo l’investimento fatto, nessuno potrà pensare di chiudere la linea. L’Agenzia per la sicurezza fa capo al ministero, quindi al governo nazionale”.

Sul nuovo cronoprogramma incide anche la scadenza dei fondi del PNRR, impegnati per l’armamento, che dovranno essere spesi entro il giugno 2026. Ma una mobilitazione vigilante non guasterebbe, convocando, ad esempio, i cittadini e tutti i consigli comunali della valle in una piazza di Airola, Cervinara o Montesarchio, per un vero e proprio “Valle Caudina Day”. Che spinga la regione, l’Eav e le imprese ad accelerare i lavori, per farci risentire il fischio dell’amico treno che “faceva sognare” e portava “da Benevento fino a Napoli Centrale”, come cantano quelli di Radio Città ne “La Valle Caudina Song”.




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