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La musica e la poesia di Lucio Battisti al Teatro Romano - Con Pambianchi band e Lavezzi magia e messaggi di pace
 

sab 19-07-2025 17:13 n.624, a.e.

La musica e la poesia di Lucio Battisti al Teatro Romano

Con Pambianchi band e Lavezzi magia e messaggi di pace


Quando arriva “Non è Francesca” si accendono i telefonini e il Teatro Romano di Benevento diventa un mare di luci. E' uno dei momenti clou del concerto “Battisti Legend”, promosso dall’Accademia delle Opere. Sul palco una scenografia essenziale, con al centro un pianoforte bianco e sopra un gruppo di candele. Protagonisti del viaggio nello sterminato repertorio di Lucio Battisti, scomparso nel 1998 a soli 55 anni, sono il cantante Roberto Pambianchi e la sua band.

Si comincia con le canzoni più intimistiche, da “Innocenti evasioni” a “Prendila così” ad “Anna”.   L’intensità sale con “Pensieri e parole” e “I giardini di marzo”. La gente canta a memoria “Che ne sai tu di un campo di grano, poesia di un amore profano” e “Che anno è? Che giorno è? Questo è il tempo di vivere con te”. Con Pambianchi, che canta Battisti da una vita, suonano Davide Papaleo,  David Forti, Alberto Biasin, Gabriele Morcavallo, Fabrizio Pintus, Luca Rocco, Silvia Cioffi e Marta Perozzi cori e voce solista.

Come special guest c’è Mario Lavezzi, che intreccia racconti e canzoni della sua lunga carriera. Al pianoforte c’è Cristina Di Pietro. Ci fa ascoltare, tra le altre,  “Il primo giorno di primavera” scritta per i Dik Dik, “E la luna bussò”, portata al successo da Loredana Bertè, e chiude con “Vita”, cantata da Lucio Dalla e Gianni Morandi. Le curiosità sono tante. Qualcuno dagli spalti grida :”Vogliamo Battisti”. Il cantautore trova il tempo per un messaggio di pace: “Queste guerre non hanno senso”.

La musica di Battisti riprende il suo volo con “Emozioni” e "Non è Francesca”. Ma c’è una nuova pausa. C’è una sorpresa per Fioretta Mari, che viene premiata per la carriera di attrice nel giorno del suo compleanno da Ferdinando Creta, che sostituisce il sindaco, che non è potuto venire. La simpatica attrice coglie la palla al balzo: “Chi se ne frega! Mi basta questo pubblico”. Ha gran voglia di parlare. Cita i versi di Lorenzo il Magnifico. "Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia”. “Viva i giovani. Viva la pace”.

E’ il momento di correre tutti dietro una libellula e di preparare il gran finale, perché i tempi del concerto si sono dilatati un po’ troppo. Roberto Pambianchi esegue in rapida successione “Con il nastro rosa”, “Acqua azzurra, acqua chiara”. Chiama sul palco Lavezzi e cantano insieme “La Canzone del sole”, “Dieci ragazze” e “Il mio canto libero”. E’ quasi l’una. Il pubblico se ne va felice di aver vissuto una bella serata di musica e poesia. Se ne va cantando: “In un mondo che, prigioniero è, respiriamo liberi, io e te”.








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