|  Si parte in un’atmosfera europea e internazionale. Nel Teatro Romano di Benevento entra in scena la Banda di Castelvenere, che suona “La Marsigliese”, per introdurre il concerto sinfonico dedicato ai “The Beatles”. Sul palco l’Orchestra Filarmonica, diretta da Letizia Vennarini, è già schierata. Canta Leonardo De Stasio, che appare emozionato. “Ci tenevamo molto a questo evento -dice- molti di noi sono cresciuti con la band inglese. Dopo aver fatto Dalla e De Andrè, era quasi un passaggio obbligato. Quei quattro ragazzi partirono da un paese e cambiarono la musica nel mondo. Fu una rivoluzione”.
Il cantante comincia con slancio, snocciola un brano dietro l’altro, passando da “Come Together” a “Lucy in the Sky”, da un andamento lento ad uno più rock, alzando le vele con “Don’t Let Me Down”, una delle canzoni imbolo degli anni sessanta, che John Lennon scrisse per dimostrare il suo amore per Yoko Ono. Il lato B del disco era “Get Back”, un’altra perla dei Beatles, che De Stasio eseguirà più avanti, dopo “Michelle”, “Here Comes The Sun” e “Yesterday”. Con lui cantano Maria Nilo e Nicla Di Meola.
La storia dei Beatles è arricchita dalle brevi pillole di Ernesto Razzano. “La loro formazione -spiega -va inquadrata nel contesto della Seconda Guerra Mondiale. Le città musicali più importanti dell’epoca erano Napoli, Amburgo e Liverpool, perché sedi di porti e quindi di contaminazioni di linguaggi”. Il ritmo si fa più elettrico e frizzante con “Ob-la-di’ Ob-la-dà”. I suoni dell’orchestra sono impreziositi dal Coro Azzurro e dal Simply Singers Choir. Sotto il palco si vedono ballare genitori coi loro bambini.
L’allegria cresce col ritorno della Banda di Castelvenere, che sfila dalla cavea al palco, si rivedono i ragazzi del Coro Azzurro, che colorano tutto di dolcezza. Il pubblico batte le mani e tutti insieme cantano “Yellow Submarine”. Alla chitarra acustica c’è Luigi De Cicco. Gli arrangiamenti portano la firma di Alessandro Verrillo. Arriva Carlo Ciervo, che regala le sue vibrazioni sperimentali, che danno un tocco orientaleggiante al concerto. Con De Stasio si alternano le voci soliste di Mina Cioffi e Angela Parente.
“Tra le curiosità -fa sapere Razzano- che si conoscono poco, c’è il fatto che i Beatles per contratto avevano stabilito che non avrebbero suonato davanti ad un pubblico diviso in bianchi e neri. La loro attività si fermò nel 1966. Il Concerto sul Tetto è la loro ultima immagine”. E’ il tempo di “Let It Be” ed “Hey Jude”. Il cantante sfoggia la sua energia interpretativa in perfetta sintonia con l’orchestra. Il viaggio nella musica dei Beatles è stato affascinante. Si chiude in un clima festoso, cantando tutti “Ob-la-dì Ob-la-dà”.



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