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La "Notte Rosa" di Umberto Tozzi finisce in "Gloria" a Benevento - Un viaggio sentimentale e rock tra astronavi, farfalle e papaveri
 

ven 01-08-2025 17:46 n.630, a.e.

La "Notte Rosa" di Umberto Tozzi finisce in "Gloria" a Benevento

Un viaggio sentimentale e rock tra astronavi, farfalle e papaveri


La “Notte Rosa” di Umberto Tozzi finisce in “Gloria” all’Arena Musa di Benevento per l’ultimo appuntamento del BCT Music, diretto da Antonio Frascadore. “Grazie di essere venuti -saluta il cantante- a trovarmi e a trovarci. Se accendete la luce dei telefonini creerete una piccolissima magia”. E parte subito con “Ti Amo”, che negli anni settanta spopolò, con quella metafora forte dell’amore “che a letto si fa”, simile a “una farfalla che muore sbattendo le ali”. Risvegliando ricordi, colmi di emozioni.

Il suo è un viaggio sentimentale, che ha voluto chiamare “The Final Tour”,  perché ha deciso di lasciare il palcoscenico dopo 50 anni di carriera e 80 milioni di dischi venduti. La scenografia è essenziale, senza effetti speciali, dove trionfa la musica della “Ensemble Symphony Orchestra”, che lo sta accompagnando in tutta Italia e in Europa. Canta l’amore, bello e spensierato, ma sempre colorato da sguardi profondi. Come dimostra nei brani “Gli altri siamo noi”, “Si può dare di più” e “Gente di mare”.

Con parole e pensieri quanto mai attuali. “Gli altri siamo noi, fra gli Indios e gli Indù, famiglie di operai, i licenziati dai robot, e zingari dell’est in riserve di periferie”. “Ci sono i cantanti -commenta Frascadore- e poi ci sono i cantanti che hanno fatto la storia della musica italiana, come Umberto Tozzi”. Arriva la canzone “Eva” e sembra scritta proprio per i nostri tempi. “Prima o poi, di follia scoppierà mezza umanità. Su di noi stormi di nucleari avvoltoi. Il nostro amore è l’ultima astronave”.

I musicisti e i coristi sfoggiano il loro talento, regalando assoli di grande intensità. Quando il cantante ritorna sul palco, lancia il suo grido rock ed il pubblico lo accoglie con scroscianti applausi. Le sue canzoni sono legate alla gioventù di molti presenti. Scorrono, una dietro l’altra, le melodie di “Qualcuno, qualcosa”, “Gli innamorati”, “Immensamente”, “Io Camminerò”, che portò al successo Fausto Leali, “Dimentica, dimentica”, “Io muoio di te”. Quando va al pianoforte l’ascolto è più assorto.

Il concerto si chiude con tanta gente in piedi, che batte le mani sui ritmi travolgenti di “Stella stai”, “Tu” e soprattutto di “Gloria”. Cantano tutti: “Gloria, manchi tu nell’aria, la mattina nasce il sole, entra odio ed esce amore. Chiesa di campagna, acqua nel deserto. Con la memoria torna, a un tuffo nei papaveri in una terra libera”. I protagonisti si abbracciano e salutano, mentre Umberto Tozzi  fa un ultimo regalo: distribuisce ai suoi e al pubblico il plettro per suonare la chitarra.






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