|  La barca sbatte contro uno scoglio e sta per affondare. Quando Benedetto Croce, pizzaiolo di Bacoli, pensa di rivolgersi a Sant’Anna, per salvare lui e la sua famiglia, promettendo, come voto, di fare una grossa donazione, con i soldi vinti, grazie ad un biglietto del superenalotto, trovato in chiesa. Da questo fatto avventuroso prende le mosse la commedia “Ogni promessa è debito” di Vincenzo Salemme, andata in scena in un gremito Teatro Romano, a chiusura della rassegna “Benevento Città Spettacolo”.
La vicenda si trasforma in un incubo “esilarante”. Nella testa del protagonista spuntano tante domande. Ma le promesse si devono proprio mantenere? Come farò a ritirare la somma di oltre 5 milioni di euro senza farlo sapere? Quando ho invocato Sant’Anna, la patrona del mio paese, ero sonnambulo. La notizia del voto e della vincita, però, è ormai stata diffusa dai social. Qualcuno ha finanche registrato la sua voce. Benedetto Croce, interpretato deliziosamente da Vincenzo Salemme, non ha scampo.
Da questo momento, la sua pizzeria “Croce e Delizia” è assediata da una girandola di gente, con le più svariate e assurde richieste. “Quei soldi -dice il sindaco- toccano a me. Devo comprare un’ambulanza”. “Io amministro -incalza padre Cristoforetto- la chiesa principale del paese, che sta cadendo a pezzi e sto perdendo i fedeli. Quei milioni li devi donare a me, che rappresento Sant’Anna”. Finanche il fratello si fa vivo, perché deve comprare Palazzo Donn’Anna. Il pizzaiolo s'infuria contro questi "materialisti".
La stessa famiglia lo invita a mantenere la promessa. La figlia minaccia di andarsene a Boston per cantare. Mille fantasmi e voci lo avvolgono. “Stai attento -gridano- finirai nelle fiamme dell’inferno”. Lo scenario diventa quasi felliniano. Il protagonista fa un’amara riflessione. “Ho scoperchiato -ammette- il Vaso di Pandora della disperazione. Ci aggrappiamo a tutte le promesse, che spesso sono un inganno. Perciò i politici fanno a gara a chi la spara più grossa. Sono mesi che ci stanno promettendo la pace”.
Alla fine il frastornato Benedetto scopre che è stato solo un brutto sogno. Nell’ultima scena riappare con i suoi naufrago in mezzo al mare. Chiede al pubblico cosa deve fare col biglietto. Stavolta ha davvero bisogno dell'aiuto di Sant’Anna. Mentre la implora e sta facendo la promessa di donare, arriva in suo soccorso la Guardia Costiera. “Io non ho promesso niente -precisa- grazie, siete venuti spontaneamente. Com’è bella la Guardia Costiera! Offriremo una pizza a tutto l’equipaggio, però bibite escluse”.
La commedia fa riflettere anche sul rapporto tra genitori e figli e sull’uso eccessivo dei telefonini. Gli attori sfoggiano una perfetta sintonia. Per la sua carriera, Salemme riceve il Premio Gregoretti. “Sono onorato di questo riconoscimento -osserva- ero un grande ammiratore di Ugo Gregoretti, intellettuale vero, che non faceva della cultura una forma di potere, un uomo elegantissimo, leggerissimo e spiritosissimo”. Poi, al sindaco Mastella, che aveva parlato di una sua titubanza nel venire a Benevento, ribatte così: “Quando mai? Adoro questa città. Anzi, mi sono meravigliato che ho fatto solo un giorno”.

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