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Direttore Antonio Esposito

Una ventata d'aria fresca e ribelle con La Niņa nuova Janara - "Canto anche per Maria Longa che sta nel pozzo a Benevento"
 

dom 07-09-2025 17:48 n.642, a.e.

Una ventata d'aria fresca e ribelle con La Niņa nuova Janara

"Canto anche per Maria Longa che sta nel pozzo a Benevento"


Una ventata d’aria ribelle soffia forte in Piazza Roma. C’è La Niña che canta con grinta e passione, colorando di freschezza, ritmo ed incanto il festival “Janara - Le Streghe di Benevento”, diretto da Antonio Frascadore e Nico Girolamo. Canta e racconta storie di donne, che vogliono farsi sentire, uscire dal buio di antiche condanne. “Stasera la janara sta ‘a casa soja -dice- non vedevo l’ora di venire a Benevento”. Si tuffa subito nel folclore e nelle leggende, ma con una finestra sempre aperta sul nostro mondo.

La cantante è napoletana e si chiama Carola Moccia. Il nome d’arte che ha scelto significa “bambina”, forse perché la sua musica affonda le radici nella sua infanzia. Comincia con le delicate melodie di “Ahi!”, “Oinè” e “Respira”. Ma c’è una canzone che la fa sentire una vera “niña ”. Si tratta di “Chiena ‘ e scippe”. “Ho avuto un’infanzia molto bella -fa sapere- gli unici graffi che avevo sulle mani erano quelli dei gatti che inseguivo, mentre oggi ci sono bambini, che non possono nemmeno giocare, come a Gaza”.

Il suo successo è stato suggellato dall’ultimo album “Furesta” e dalla vittoria della “Targa Tenco 2025”, che l’hanno incoronata come la nuova regina della canzone popolare, di denuncia e di protesta. Come dimostrano, del resto, le migliaia di persone confluite in Piazza Roma.  “C’è chi è venuto da Frosinone -rilevano alcune ragazze- chi da Avagliano, in Basilicata. Noi siamo di Nola, Caserta e Vallesaccarda, in provincia di Avellino. La Niña ci piace per la sua musica e la sua forza comunicativa”.

La piazza esplode quando arriva il brano “Figlia d’‘a tempesta”. Si canta insieme, si balla, si suonano nacchere e tamburelli. “Non sappiamo il potere della musica -osserva la cantante- ma stasera siete tantissimi. Facciamo arrivare questo vento d’amore agli attivisti del “Global Sumud Flotilla”, che stanno partendo per Gaza. A loro voglio dedicare “Fortuna”, che ho scritto per una bambina, salvata dalla madre in un naufragio di migranti. Perché davvero il tuo destino dipende dal posto dove nasci”.

Ma La Niña non può lasciare Benevento, senza un omaggio gentile. “Saluto questa magnifica città -conclude- tra le mie preferite al mondo, con la canzone “Mano Longa”, che non esisterebbe senza questo luogo. L’ho scritta pensando alla vostra "Maria longa", la janara che vive nel pozzo, trasformata in strega. Mi domando: “Dobbiamo avere paura di Mano Longa che sta nel pozzo e di chi ce l’ha buttata in quel pozzo? Questo folclore va un po’ rivisto. Quella mano chiedeva un disperato aiuto”.






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