|  Un fiume di idee e di proposte. Per camminare insieme in un’avventura entusiasmante, che porti Benevento a diventare “Capitale della Cultura 2028”. Per questa ambiziosa candidatura sono arrivati ben 156 progetti, confluiti in un dossier di 60 pagine, costruito con associazioni, enti locali, imprese, professionisti, artisti. Con una partecipazione dal basso che non si vedeva da tempo, coordinata dalla Fondazione di Comunità di Benevento e dalla Fondazione MeNo ( Memorie e Nuove Opere).
Una grande e fecondo sforzo collettivo, intitolato “Attraversare l’Invisibile”, che mira a mostrare non solo i monumenti della città, ma anche la sua anima, la sua spiritualità, il suo fascino nascosto. Per cogliere l’obiettivo si è pensato di mettere insieme Benevento, Pietrelcina e il Sannio. Si parte naturalmente dalla storia, dai siti Unesco di Santa Sofia e dell’Appia, passando per Iside, le Streghe, il Cavallo di Mimmo Paladino, per la “costruzione di una città utopica”, “luogo di pacifica convivenza”.
“Il logo che abbiamo scelto -spiega Aurora Lobina- raffigura i fiumi Sabato e Calore, vene vitali che scorrono come memoria e futuro, l’Arco di Traiano, testimone di accoglienza, la pianta stellare della Chiesa di Santa Sofia, il Teatro Romano, spazio comunitario. Un mosaico di frammenti che formano una geometria sacra e antica, che unisce la dimensione spirituale e multiculturale della città. Per raccontare la Benevento fabbricata tra muri reali e invisibili, forte della sua identità millenaria e pronta a dialogare col mondo”.
La proposta, inviata al ministero quattro giorni fa, è stata presentata nelle sue linee essenziali a Palazzo Paolo V, da Angelo Moretti, della Fondazione di Comunità di Benevento, da Roberto Albergoni della Fondazione MeNo, e da Antonella Tartaglia Polcini assessore alla cultura. “Siamo partiti ad aprile -fa notare Moretti- la risposta è stata straordinaria. Ha vinto l’unità territoriale nella diversità, C’è stata una fantasia progettuale, che sfata la nostra realtà, rappresentata come la “Dormiente”.
La prima tappa della corsa per arrivare in finale ci sarà nel prossimo dicembre, quando saranno scelte le dieci città italiane rimaste in gara. “Il tema dell’invisibile -rileva Albergoni- ci è parso interessante e suggestivo, perché a Benevento c’è ancora tanto da scoprire, per farlo conoscere all’Italia. Il programma non è semplicemente un cartellone di eventi. Abbiamo cercato di intrecciare spazi e luoghi, soglie e percorsi, valori e visioni, per mettere la memoria in dialogo col presente”.
Le tante proposte raccolte sono già una grande spinta per una città più bella, accogliente e inclusiva, che valorizzi i suoi fiumi, i parchi archeologici, l’ambiente, i beni culturali. “Questo è solo il primo tassello- conclude Tartaglia Polcini- rispetto a quello che vorremmo e potremmo essere. Ci siamo ritrovati e riconosciuti. Non disperdiamo il fervore che ci ha animati. Il bello deve ancora venire. Se ci diamo fiducia, ce la possiamo fare. Il treno è partito. Chi vuole può salirci sopra anche in corsa”.

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