|  C’è chi lo ha chiama “mamozio”, chi mostro architettonico. Sono più di 25 anni che quel Palazzo di fronte al Duomo fa discutere, crea polemiche e stupore. Ora c’è un nuovo progetto per completarlo, che è stato approvato dal consiglio comunale. Sarà la volta buona per sanare quella ferita? Quali sono i passi ancora da fare? Quali funzioni dovrà avere questa struttura piantata nel cuore del centro storico? Gli interrogativi e gli aspetti da chiarire sono ancora tanti su questa “illustre” opera incompiuta di Benevento.
“Il nostro primo obiettivo -spiega Mario Pasquariello, assessore ai Lavori Pubblici- è ora quello di reperire i fondi. Proveremo con un Project Financing, chiaramente non sarà semplice trovare dei privati che investono 11 milioni di euro, la somma che servirà, perché sappiamo che il privato non si muove senza un tornaconto. La nostra proposta porta la firma dello Studio Offtec e ha avuto diversi premi e riconoscimenti, come esempio di una rigenerazione urbana virtuosa. Sarà una bella impresa realizzarla”.
L’assessore è ottimista. Questa nuova idea, dopo anni di impasse, potrebbe segnare davvero un punto di svolta. L’amministrazione comunale ha sfruttato un bando del 2020, l’Italia City Branding, promosso dalla Presidenza del Consiglio dell’epoca, che offriva la possibilità di riconvertire uno spazio urbano incompiuto e inutilizzato in uno spazio di aggregazione sociale e culturale. Tutti i tentativi fatti dalle precedenti amministrazioni si sono impantanati in contenziosi e contestazioni giuridiche.
La prima idea, partorita nel 1999, fu il frutto di un concorso progettuale, vinto dal tandem Gabetti e Isola. Si pensava, tra l’altro, di far nascere in quel palazzo un Museo d’Arte Moderna. Il progetto attuale, approvato dalla maggioranza, con l’astensione dell’opposizione e il voto favorevole del consigliere Sguera, prevede un sito produttivo per la promozione del territorio, una piazza coperta al piano terra, spazi culturali ai piani superiori e un bar ristorante sulla terrazza con vista sul Duomo.
“La situazione era diventata imbarazzante -rileva Pasquariello- bisognava restituire alla città quell’area strategica. Attueremo l’ipotesi della Offtec di Flavian Basile, con le modifiche e le prescrizioni della Sovrintendenza. Per quanto riguarda le funzioni che dovrà avere la struttura siamo aperti alla discussione. Non mi scandalizza il ristorante sulla terrazza. L’aspetto sociale e culturale sarà prioritario. Ora abbiamo il progetto. Se non va in porto il Project Financing, possiamo candidarlo ad altri bandi”.
Sul palazzo della “discordia” fioccano le critiche dei cittadini. Molti propongono il suo abbattimento e al suo posto una bella piazza, che permetta un’ampia visuale della Cattedrale. “Questa possibilità -precisa Pasquariello- non sta in piedi. Non si abbatte facilmente un immobile costruito con i soldi pubblici. Ci sarebbe il danno erariale. Con la nuova proposta confermiamo l’interesse pubblico. Tra i problemi aperti c’è quello del vicino edificio privato, che bisognerà armonizzare col contesto”.
C’è chi, come Civico 22, propone di creare nella zona un unico comprensorio museale. “Per definire la funzione della struttura -scrivono Iorio, Parente e Moretti- coinvolgiamo associazioni e cittadini, agenzie turistiche e commercianti. Facciamone un luogo per la memoria delle vittime dei bombardamenti del 1943, per alcuni reperti del tempio di Iside. Smettiamola di baloccarci con la valorizzazione dei prodotti tipici. Lasciamo stare malsane idee di Project Financing, con annessi ristoranti di lusso sulla terrazza”.
Quale sarà il futuro di Piazza Orsini? “Qui -conclude Pasquariello- si prevede l’esproprio delle aree private, la piazza intorno al Duomo diventerà isola pedonale e la strada che viene da Via Rummo passerà sotto Palazzo Dell’Aquila. Per la Galleria Malies stiamo andando avanti e contiamo di rispettare i tempi del Pnrr. Ci vogliono circa 10 milioni di euro. Si punta a recuperare la funzione mercatale su Via Torre della Catena. I lavori dovrebbero essere completati nella seconda metà del prossimo anno”.


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