|  Dal Risorgimento alla Sicilia a Vienna, tra orgoglio di patria, amori impetuosi e feste da ballo. Il Gran Concerto di Capodanno si dipana tra il Nabucco e la Traviata di Giuseppe Verdi, la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e i travolgenti valzer della Famiglia Strauss, creando la giusta atmosfera per abbracciare il nuovo anno. Il Teatro Comunale di Benevento è gremito in ogni ordine di posti. Suona l’Orchestra Internazionale della Campania, diretta dal giovane maestro Veaceslav Quadrini Ceaicovschi.
L’appuntamento con questo concerto rientra da 33 anni nella tradizione beneventana. Un lungo viaggio, che ha visto alternarsi grandi artisti, come il soprano Chiara Taigi, il fisarmonicista Peppino Principe, il trombettista di Morricone, Nello Salza, e Piero Ricci, famoso suonatore di zampogna. Una storia di incontri musicali e memorabili emozioni, raccontata con scioltezza dal presentatore Mario Collarile, con aneddoti, curiosità e brevi "pillole" sui brani eseguiti dall'orchestra.
Si parte con la dolce sinfonia del “Va pensiero”. Si naviga con gran fervore tra le onde degli amori struggenti di Lola, Turiddu e Santuzza, Violetta ed Alfredo. L’orchestra sfoggia con piglio deciso il suo talento. Fioccano gli applausi del pubblico. Il concerto diventa più intrigante, quando la melodia incontra la danza. Arrivano “Il Valzer dei Pattinatori”, di Emile Waldteufel, detto lo Strauss di Parigi, e “Il Valzer dei Fiori” di Tchaikovsky, tratto da “Lo Schiaccianoci”. Entrano in scena le ballerine.
Dieci signorine con rosse minigonne “inondano” la platea, diramandosi fino al palcoscenico. Si raccolgono intorno ad una coppia di danzatori, che volteggiano in mille giri. Le ragazze sfilano e salutano, innalzando tra le mani una stella di Natale. E’ il tempo di Shostakovich, con Valzer n.2, da Jazz Suite, e di Johann Strauss e della Famiglia Strauss, col Valzer Imperiale e con “Sul Bel Danubio blu”. Ritornano le agili ballerine del Centro Studi di Danza Classica di Saveria Cotroneo.
Il concerto di Capodanno fu un’idea di Giuseppe De Marco e di Leonardo Quadrini, padre dell’attuale direttore, che ha voluto ricordare nel libro “I Musici Sanniti”, la storia della prima orchestra di Benevento, che diede vita a questo evento. Dal Valzer alla Polka. Il ritmo si fa più frizzantino. C’è il pizzicato con rintocchi e suoni di violini e violoncelli, simili a saltelli di un grillo. L'orchestra saluta con la “Marcia di Radetzky”, accompagnata da un mare di battiti di mani, dal maestro, ai musicisti, al pubblico.



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