|  I primari dell’Ospedale San Pio non ci stanno, respingono gli "attacchi mediatici", ritengono “parziali e fuorvianti” le notizie apparse su "alcuni organi di stampa". Per loro la vicenda della paziente oncologica di Morcone, rimasta per nove giorni nel Pronto Soccorso, è un caso isolato. “Siamo un’azienda solida e affidabile- ribattono- le difficoltà ci sono e si fa tutto il possibile per superarle. Le critiche colpiscono anche il personale sanitario. Siamo una squadra e apprezziamo il Direttore Generale Maria Morgante”.
Le criticità del Pronto Soccorso, che sono rimbalzate spesso agli onori della cronaca, sono il frutto della cronica carenza di personale. “Negli ultimi due mesi -evidenzia il primario Gennaro Maurizio Buonanno- la nostra struttura è stata stressata per il picco influenzale, con 162 accessi al giorno, rispetto ad una media di 60 e 70 . Ma abbiamo dato sempre risposte immediate alla vera urgenza. Tra Natale e Capodanno sono stati effettuati 8 interventi per la frattura del femore e 8 endoscopie”.
Perché si verifica l’affollamento al Pronto Soccorso? “Il problema è nazionale -risponde Maria Gabriella Coppola- con l’aumento della popolazione anziana ci sono più malati fragili e cronici, che dovrebbero essere gestiti a livello territoriale. Oggi un anziano su tre vive da solo. Il tasso di riospedalizzazione, però, è bassissimo. C'è un ambulatorio per i codici minori. Tra il 2020 e il 2022 c'è stato un taglio di 30 mila posti letto a livello nazionale. Per le informazioni ai parenti ci sono gli orari previsti”.
Il nuovo Pronto Soccorso dovrebbe essere pronto per il prossimo maggio, perché i lavori termineranno il 30 marzo. Ci saranno, tra l’altro, una Tac di ultima generazione e una seconda Diagnostica Ecografica. Rimane il problema del personale. “Facciamo continuamente avvisi e bandi -rileva il dottor Mario Annechiarico- copriamo i turni con medici di altri settori. Per un Pronto Soccorso servono 12 specialisti. All’ultimo concorso per 8 posti, sono arrivate tre domande e non si è presentato nessuno”.
Alle carenze di organico si aggiungono le lungaggini burocratiche. “Non abbiamo potuto -osserva Buonanno- ancora indire il concorso per Chirurgia d’Urgenza per certe procedure farraginose e fuori luogo”. “L’ospedale non è solo il Pronto Soccorso- fa notare il dottor Bencivenga- gli interventi per il tumore alla mammella nel 2025 sono stati 166, rispetto ai 100 dell’anno prima. I nostri report vengono inviati alla regione e sono consultabili. Col nuovo Pronto Soccorso avremo una rivoluzione”.
I medici hanno deciso autonomamente di parlare, snocciolando i dati sulle attività del San Pio. Ma l’ultima clamorosa vicenda ha chiamato in causa soprattutto il direttore generale, finito nel mirino del sindaco di Benevento, Clemente Mastella, e dei partiti del centrodestra. Per questo, alla conferenza stampa, sarebbe stato interessante ascoltare anche la voce di Maria Morgante. Dal momento che lo scontro tra ospedale e comune è diventato politico e non può continuare a lungo.
“Per la paziente oncologica lasciata per 200 ore nel Pronto Soccorso -afferma Buonanno- chiediamo scusa, se il nostro operato non è stato adeguato”. “Siamo finiti in pasto ai leoni da tastiera- aggiunge l’oncologo Antonio Grimaldi- ma quella donna qui è stata salvata due volte”. “Per le liste d’attesa -dice Imma Collarile del Cup- sono stati fatti molti passi avanti”. “Pensiamo positivo -conclude il cardiologo Marino Scherillo- quest’anno nel mio reparto ci sono state 670 angioplastiche. Guardiamo avanti. Siamo fortunati anche perché abbiamo Padre Pio, speriamo che il suo occhio non manchi mai”.

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