|  La figura di Franco Nardone, con la sua stazza imponente, spiccava nei cortei per il 25 Aprile e nelle celebrazioni per la Festa della Repubblica. La giornata veniva suggellata sempre da un caffè con gli amici. Ricordo la sua immancabile presenza ai Concerti di Capodanno nel Cinema Massimo. Correva dovunque c’era da manifestare per la difesa di un diritto. C’è una foto del giugno 2024, che lo ritrae con i giovani all’iniziativa promossa da “Libera” per ricordare Esther, la donna nigeriana uccisa nel 2016 presso la Stazione Centrale, un assassinio di cui ancora non si conoscono i colpevoli.
La sua carriera lo ha portato a ricoprire incarichi importanti, da Cremona a Carbonia, da Napoli alla provincia di Benevento, dove è stato segretario e direttore generale. Qui non esitò a denunciare “un sistema di clientele e affarismo”, facendo esplodere, insieme ad altri, la clamorosa inchiesta sugli appalti del novembre 2021, che coinvolse diversi amministratori e tecnici. Per questo gli fu revocato l’incarico. Gli mancavano solo sei mesi alla pensione. “Qui non c’è meritocrazia - disse- mi sento vittima del dovere”.
Quando voleva festeggiare la vittoria in un processo oppure un avvenimento importante, suonava la campana che aveva installato presso la casa di Contrada San Chirico. Il simpatico video di quei rintocchi faceva il giro dei social. La sua cultura contadina si manifestava nel suo carattere solare e testardo, ma anche eccentrico. Preferiva i colori vivaci e soprattutto quelli della bandiera della pace, che aveva messo sul trattore o sulla gip e faceva sventolare per le campagne e la città di Benevento. All'amore per la terra univa quello per la politica, candidandosi due volte al comune. Gli piaceva la fisarmonica.
La scomparsa di Franco Nardone, a 71 anni, ha destato una vasta e sincera commozione. I messaggi arrivati raccontano un mare, pieno d’affetto e gratitudine per un uomo coerente con gli ideali della sinistra. Per l’ultimo saluto sono venuti in tanti. La chiesa della Santissima Annunziata di Montesarchio è gremita, perché la gente gli voleva bene. Il parroco parla della sua bella famiglia, che continuerà il suo cammino. La sua bara è avvolta completamente nella bandiera della pace. Mentre nell’aria si diffonde la musica dolce e malinconica di “Cera una volta il West” di Ennio Morricone. A sera la campana di San Chirico ha ripreso a suonare e, per volontà dei figli, continuerà a farlo.


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