|  Il vino può essere un formidabile strumento di divulgazione di un territorio. Il messaggio emerge con chiarezza nel filmato che introduce la premiazione delle aziende vitivinicole sannite. Con i paesaggi e i vigneti scorrono le immagini della Chiesa di Santa Sofia e del piccolo dinosauro di Pietraroja. Nella grande sala del Museo del Sannio si celebra la qualità raggiunta da 34 viticoltori. “Quando una nostra bottiglia- dice con orgoglio Carmine Coletta, presidente Consorzio Tutela- approda su una tavola, a mille chilometri da qui, in quel momento facciamo conoscere un pezzo della nostra terra”.
Con i riconoscimenti alle aziende si disegna anche il futuro. Perché il vino sannita ha tutte le carte in regola per affrontare la sfida dei mercati internazionali. “Qui abbiamo tanti fuoriclasse -afferma Gennarino Masiello, presidente della Coldiretti- ma facciamo fatica a fare squadra. Occorre una strategia mirata. Tu sei forte e visibile nel mondo, se sei forte e visibile a casa tua. Con la regione c’era un progetto per creare un’enoteca in ogni provincia. Cominciamo da quella di Benevento, chiusa da tanti anni”.
Il palazzo che la ospitava è abbandonato nel degrado, anche se si trova in pieno centro, sul Corso Garibaldi, accanto alla Chiesa di San Bartolomeo. Ora c'è un protocollo, stilato tra comune e Camera di Commercio, che ne è proprietaria, per la sua ristrutturazione e il suo rilancio. L’incontro per i premi è condotto dalla giornalista Chiara Giannotti. “Il vostro territorio -osserva- ha tante ricchezze come pochi altri in Italia. La Falanghina è quasi sinonimo di Sannio. Ci vogliono le enoteche e le strutture ricettive”.
La storia economica del vino affonda le radici negli anni sessanta. “Ricordo -afferma Roberto Costanzo, ex europarlamentare- le piazzole lungo la Telesina, dove veniva depositata l’uva. Da allora la viticultura è diventata vitivinicoltura, con la nascita delle Cantine sociali. Qui sta il primato del Sannio. La prima Doc della Campania è il Solopaca. Poi la viticultura si specializza in Irpinia”. “La nostra bussola -dice Coletta- è la qualità. Il vino non è solo paesaggio, ma anche identità, cultura, lavoro e sacrificio”.
L’invito a marciare uniti e con idee chiare arriva da Maria Carmela Serluca, da poco assessore regionale all’agricoltura. “L’America's Cup a Napoli -conclude- ci offre una grande opportunità. Ma occorrono progetti concreti e dettagliati. Io faccio il mio, voi fate il vostro. Ascolterò i territori per capire cosa serve al settore. Alle Fiere si va preparati. All’estero con conoscono la Campania, figuriamoci il Sannio”. Per i primati che può vantare, Benevento potrebbe essere sede di una grande Fiera dedicata al vino.


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