|  Le flessioni e le riflessioni dell’attore si sviluppano intorno ad un lungo tavolo. Col suo camice bianco somiglia ad un santone e ad un veggente. Gioca con le parole, i paradossi e le metafore più ardite, inondando il Teatro Comunale di Benevento con la sua ironia beffarda, a volte strampalata, con l’unico obiettivo di seminare umanità. Questo il filo conduttore dello spettacolo di Alessandro Bergonzoni, intitolato "Arrivano i Dunque” - Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca”.
Mette in scena una sorta di “Asta dei pensieri”. Parla dei suoi cinque cani. Basterebbe poco per eliminare la scontrosità tra la gente. Fioccano le domande sfiziose. Perché la zecca fa i soldi e l’acaro no? Perché il suo intento è quello di “istigare alla meraviglia”, di fustigare il malcostume col sorriso. “Pensate -osserva- hanno pensato di portare animali al Senato. Ma lì non ce ne sono già troppi?”. Per diffondere unità e tenerezza, annuncia di aver creato un movimento che ha chiamato “Congiungivite”.
L’attore vola tra le parole e i gesti con grande scioltezza. Conia massime e motti, che attribuisce, di volta in volta, a Dante. ad Hegel, a Lacan, a Schopenhauer e Joyce. Ringrazia Cristoforo Colombo ed Assange. Denuncia il lancio di bombe assassine su popoli inermi. “Vorrei aprire un giornale -dice- che intitolerei “Il Non Fatto”, per raccontare quello che promettiamo e non facciamo. Torniamo umani. Con gli scenari attuali, dobbiamo salvare il neonato Rayan, altro che il soldato Rayan”.
Con la sua leggerezza ridicolizza la frasi fatte. “Spesso non pensiamo al valore delle parole -rileva- come quando diciamo “Ti amo da morire”. Fanno ridere gli slogan come “Vengo prima io, vengono prima gli italiani”. Mica siamo eiaculatori precoci! Visto come è ridotto il mondo, se oggi Gesù Cristo scendesse sulla terra, tornerebbe a farsi uomo? La pace deve realizzarsi tra gli uomini, non tra gli ulivi. Ci sono parole singole che volgono due: “Sbellichiamoci, ridiamo a crepapelle, smettiamo di fare la guerra”.
Lo spettacolo, che fa parte della stagione artistica dell’Accademia di Santa Sofia, è stato introdotto dalla riflessione di Andrea Cusano sull’importanza della luce come farmaco rigenerante delle cellule. Nel bel mezzo dello show, l’attore scende in platea, invita tutti ad applaudire con la mano del vicino. “La vostra presenza – saluta- è una scelta culturale. Grazie della vostra energia. Fermatevi per un pensiero ad Emergency. Giustizia e verità per Giulio Regeni”. Suonano le sirene. Per far sentire sulla nostra pelle, quello che vive la gente nei luoghi di guerra, quando è costretta a scappare e non sa dove andare.

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