|  L’approdo sull’isola d Circe avviene di buon mattino col canto degli uccelli. La nave di Ulisse arriva accompagnata da uno scrosciante rumore di mare. L’eroe greco non sa di trovarsi in un posto magico, governato da una donna tormentata dall’impossibilità di amare, perché è una semidea. Questa lotta tra due sentimenti impossibili è al centro dello spettacolo “Ulisse nell’occhio della Maga Circe”, portato in scena al Teatro Comunale di Benevento dalla “Nestor Theater Company” di Kevin Arduini.
Nell’aria si diffonde il canto delle Sirene, ma Ulisse deve stare attento a non farsi ammaliare. La sua missione è quella di tornare ad Itaca. La maga conosce la sua fama, cerca di farlo innamorare con un filtro magico, mentre trasforma i suoi compagni in maiali. I due diventano amanti. Ma Circe vuole mettere alla prova il suo amore, costringendolo ad affrontare leoni e basilischi. Lo scenario è fantasmagorico, tra animali che danzano, combattimenti feroci e tempestosi orizzonti cangianti.
La voce di Circe è del soprano Lorella Fabrizi, mentre nei panni di Ulisse, danzatore e sbandieratore, c’è Andrea De Flippi. La policromia dei costumi dona un sapore di arcobaleno allo spettacolo. I quadri sono animati con spigliatezza dalle ballerine dell’Academy Ballet di Benevento, dello “Studio 94 Danza” di San Giorgio del Sannio, di “Giselle” di Montesarchio e “Pas Jolis” di Foglianise. Il regista Arduini reinventa con ardita fantasia la storia tra Ulisse e Circe, rendendola più accattivante.
Nessun cuore può resistere all’amore. Gli inganni si scoprono sempre. Ulisse deve salvare i suoi compagni e si dichiara “pazzo e innamorato" di lei. Ma Circe sa che l’eroe deve continuare il suo viaggio. L’ultimo quadro è bello e struggente. Soprattutto quando arriva il momento dei saluti. “Io sono destinata -esclama la maga- a vedere l’amore come una nave lontana. Perché tutti si sentono prigionieri qui con me? Perché non posso amare? Ulisse, adesso vai via. Ma rimarrai sempre con me. Ho imparato ad amare”.



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