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Direttore Antonio Esposito

Gli uomini di Italo Mustone in cammino per un mondo nuovo - Nella mostra ad Arcos il grido e i sogni delle "vite di scarto"
 

sab 14-03-2026 16:11 n.717, a.e.

Gli uomini di Italo Mustone in cammino per un mondo nuovo

Nella mostra ad Arcos il grido e i sogni delle "vite di scarto"


Opere come sfere. Una folla di sagome in cammino alla ricerca di un posto sicuro, dove vivere in pace in questi tempi tempestosi. Il passo lento, ma deciso verso un mondo senza catene. Gli uomini dipinti da Italo Mustone si muovono in uno scenario di liberazione. Perché c’è bisogno di fare la propria parte per salvare il pianeta. Possiamo farlo solo con la solidarietà. Potrebbe essere questo il messaggio cardine della mostra “In un tempo liquido”, allestita presso il Museo Arcos e visitabile fino al 6 aprile.

L’evento che fa scattare la sua ispirazione risale al 1991, quando a Bari sbarcò la nave Vlora con migliaia di albanesi, che cercano fortuna in Italia. “Io ero lì per lavoro - racconta Mustone- per documentare quel momento. Il mio percorso artistico comincia con la fotografia. Dopo l’Istituto d’Arte ad Avellino, mi iscrissi all’Accademia delle Belle Arti a Napoli, dove sono stato allievo e assistente di Mimmo Iodice. Ho lavorato anche con Roberto De Simone per la ricerca sulla cultura popolare in Campania”.

All’ingresso della mostra ci accoglie una foto sfocata, che ritrae figure filiformi, che fuoriescono dalla nave. “Quell’immagine -spiega il curatore Francesco Creta- condensa il senso delle opere esposte. L’artista è stato colpito da quelle “vite di scarto”, frutto della società capitalistica. Un’umanità dispersa, che interroga tutti e che va raccontata. Soprattutto oggi che viviamo in un mondo dove qualcuno si sveglia e bombarda o cattura chi vuole. La pittura è apartitica, ma non può essere apolitica”.

Gli uomini di Mustone, che si stagliano su sfondi blu o verdeggianti, richiamano un po’ le classiche sculture greche o le sagome di Pompei. Qualcuno ha intravisto in loro tracce del “Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. “La mia è una ricerca sull’individuo -osserva Mustone- sulla condizione umana contemporanea. La forma rotonda rappresenta il viaggio, il sogno, il bisogno insopprimibile di migrare verso mondi più giusti e vivibili. Sulla scia del mito degli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro”.

Dal Mediterraneo al Mondo a Napoli. C’è un bel quadro con al centro il Vesuvio, uno dei pochi non rotondi, intorno al quale le figure sgorgano come lapilli o lance verso il cielo. “Quando ho immaginato questa mostra -dice Creta- avevo già in mente la collocazione delle opere. Le ho selezionate in due ore. Le sue sono presenze anonime, che denunciano la massificazione e la spersonalizzazione”. Il filo rosso sta nel messaggio di fratellanza universale contro le disuguaglianze del mondo.








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