|  Un inno alla libertà, al pensiero, alla dignità. Perché non è vero che non si può lasciare “la strada vecchia per la nuova”, che bisogna adeguarsi alle mode e al conformismo. C’è tutto un mondo da scoprire. La felicità si può raggiungere. Basta volerlo. Come dimostra il successo di tanti che sono partiti da zero. Da Roberto Bolle a David Bowie. Ci vogliono, però, idee ed orizzonti chiari. Questo il succo del ragionamento di Paolo Crepet, intervenuto al Festival Filosofico del Sannio sul tema: “Il reato di pensare”.
Le sue parole sono accolte con attenzione e un po’ di stupore, ma spesso con applausi dagli studenti e dai docenti, che hanno riempito il Cinema Teatro San Marco di Benevento. “Questa edizione -fa notare Carmela D’Aronzo, presidente dell’associazione “Stregati da Sophia”- mette al centro la bellezza come risorsa etica e culturale. L’ultimo libro di Crepet sottolinea l’importanza del pensiero, che ci permette di vedere oltre le immagini piatte, levigate e manipolate, diffuse dai social”.
Il filosofo torinese parla a braccio. La prima stoccata è contro quelli che vorrebbero “controllare il pensiero” e contro la guerra. “Non voglio vivere in un mondo -esordisce- con i missili sopra la testa e dove domina la violenza. Ragazzi cercate di salvarvi. Quelli che comandano la tecnologia digitale sono dei maschietti sbruffoncelli. Fate come Leonardo, che non cercava risposte e accettava le sue fragilità. Beate le imperfezioni. Uscite dalla gabbia dorata e prendete la vostra via”.
Dopo l’invito a navigare in mare aperto, parte la strigliata all’uso eccessivo dei telefonini. “Volete rincoglionirvi -attacca- con questi affari in mano, anche adesso, mandando messaggini a chissà chi. Possibile che non riuscite a stare cinque minuti senza questi strumenti, come anche gli adulti qui davanti? La paura e l’angoscia fanno parte della nostra esistenza. Abbiamo riempito le scuole di psicologi. Metteteci un po’ di poeti, qualcuno strano, qualcuno che parla con la luna. Curatevi con i vostri sogni”.
Per Crepet la scuola deve essere un “luogo divertente”, dove si socializza e si impara a conoscere l’altro. Per questo appare incomprensibile la “famiglia nel bosco”. “Un adolescente che non sia inquieto -dice- è inquietante. Genitori e insegnanti ansiogeni creano ansia. Chi ha inventato il registro elettronico? La prima regola d’oro: impedire ai genitori di entrare nella scuola tranne il 4 novembre. Il successo di Bolle è frutto di disciplina. Il bello è la strada che fate voi. David Bowie diceva: “Non ho mai suonato per la gente”.
La sua lezione suscita tante domande. Una ragazza fa notare che la pressione degli adulti a volte blocca i sogni. “Se avete un obiettivo -conclude Crepet- prendete un treno domani mattina e partite. Fate di testa vostra. Le cose comode sono stupide. L’amore tribolato è più bello. C’è un cantante straniero, che da ragazzino portava il pane con la bicicletta. Ha cominciato pian piano. Oggi quando arriva sul palco è un delirio. E’ una faticata. Non sarà facile. Ma quando ce la farai, sarai la ragazza più felice del mondo”.

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