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Le donne "invisibili" che hanno fatto la Repubblica a Benevento - "Apriamo gli archivi di famiglia e ricostruiamo le loro storie"
 

mar 31-03-2026 15:21 n.723, a.e.

Le donne "invisibili" che hanno fatto la Repubblica a Benevento

"Apriamo gli archivi di famiglia e ricostruiamo le loro storie"


Quale ruolo hanno avuto le donne nella costruzione della Repubblica Italiana? Come ha contribuito la presenza femminile alla rinascita di Benevento? Quali sono state le figure più impegnate e rappresentative nella politica e nella scuola? A queste domande ha cercato di rispondere il convegno promosso dal “Centro Studi del Sannio”, svoltosi nella Sala del Centenario della Madonna delle Grazie. Una riflessione a largo raggio, coordinata da Paolo Palumbo, che ha portato alla luce anche storie inedite.

Il lungo cammino comincia dalla conquista del voto nel 1946 e dalle 21 madri costituenti. Col ritorno alla democrazia, dopo la dittatura fascista, le donne parteciparono con entusiasmo alla ricostruzione. “La possibilità di votare -dice Teresa Simeone dell’Anpi- le rese finalmente cittadine. Come abbiamo visto nel bellissimo film “C’è ancora domani” della Cortellesi. Qualcuna scrisse: “Stringiamo le schede come biglietti d’amore”. Tra le costituenti ricordiamo Lina Merlin, Teresa Mattei, Nilde Iotti”.

La spinta femminile per una società più giusta si manifestò anche nel Sannio. “Le donne cattoliche -osserva Roberto Costanzo, autorevole esponente dell’ex Dc- operarono soprattutto nel campo sociale e culturale. Furono protagoniste e non comparse, anche se il loro impegno non fu sempre riconosciuto. Ricordo Anna Serino Lepore, Erminia Principe, Clotilde Liquori Moscati, Fernanda Bocchino, Gaetana Intorcia. Furono coraggiose e altruistiche. Con l’ultimo referendum hanno dato la sveglia, insieme ai giovani. Oggi, però,  non c’è nessuna sannita in Parlamento, alla regione e alla provincia”.

Un vuoto che ha colmato recentemente il presidente Roberto Fico, chiamando nella giunta regionale Maria Carmela Serluca, ex assessore a Benevento. Ma c’è ancora tanto da cambiare nel campo politico. Basti pensare che nel Sannio, su 78 comuni,  c’è una sola donna sindaco. Si tratta di Angela Martignetti di San Martino Sannita. Il contributo del “gentil sesso” ai primi anni della Repubblica è spesso invisibile, perché dai documenti disponibili negli archivi ufficiali risultano poche notizie.

“Ho consultato i manifesti e le liste elettorali di Benevento -spiega la docente Rossella Del Prete- soffermandomi sul mondo liberale. C’è qualche blando riferimento a qualche donna. Scorrendo i nomi dei sindaci,  ho trovato Clarice Bifani Cifaldi, Anna Fusari, Maria De Caro, sorella di Raffaele e prima assessore alla pubblica istruzione, Virginia Lombardi, Ermelinda Lamparelli, Giulia Cella, Gelsomina Olivieri. Gli archivi di famiglia sono importantissimi per ricostruire la storie di queste donne”.

Grande fu l’apporto del mondo della scuola alla ricostruzione. “Il ruolo delle maestre fu decisivo -rileva Maria Buonaguro- per l’alfabetizzazione e la coscienza nazionale. Ricordo Paola Taddeo della Mazzini, Maria Rosaria Gallucci, Anna Severino, Clementina Perone, Rosetta Cocchiarella, Flavia Colesanti e soprattutto Domenica Zanin e Giuseppina Luongo Bartolini”. “Dobbiamo ringraziare tutte queste donne -conclude Mimma Di Sorbo- perchè hanno costruito il nostro futuro”.






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