|  “Potremmo dire la nostra, ma non lo facciamo. Siamo diventati una comunità delegante. Ci arruoliamo facilmente nel club dei portaborse. Assistiamo al dominio di pochi, perché le carte vengono date dalle stesse persone. L’eclettico Clemente Mastella gestisce la politica beneventana quasi da solo dal 1976. Si fatica ad organizzare percorsi alternativi ad un sistema che blocca il Sannio da decenni. Manca una cultura del progetto. Serve una Casa delle Idee. Ci vuole un impegno forte della società civile”.
Questo il succo del libro del giornalista Nico De Vincentiis, “La Città del Pensaci Tu”, pubblicato per le Edizioni Campus. Una radiografia puntuale e impietosa dei problemi e delle potenzialità di Benevento. “Non si comprende -denuncia l’autore- perché i beni culturali non diventano un asset decisivo dello sviluppo. Basti pensare al degrado del Parco Cellarulo e degli affreschi dei Sabariani, all’abbandono dei vicoli e del borgo medievale. Non abbiamo una vera piazza. Potremmo fare una “Cittadella dei Congressi”.
La critica è serrata. Il fermento culturale nato con “Città Spettacolo” , creata e diretta da Ugo Gregoretti, si è perso per strada. “Con Renato Giordano -afferma De Vincentiis- la rassegna è diventata un ordinario appuntamento di fine estate. L’artista Mimmo Paladino è spesso contrastato dalla sufficienza spocchiosa delle istituzioni. L’incidenza sul territorio dell’Università del Sannio e del Conservatorio è limitata. Sono insopportabili i silenzi degli intellettuali. Non bastano le luci sulle mura”.
La figura di Mastella è tratteggiata con pungenti pennellate. “Quando vince nel 2016 -scrive- nelle stanze di Palazzo Mosti c’è un gran movimento di nuovi cacciatori di incarichi, esperti sanguisughe delle casse comunali, consulenti di bandiera”. Non mancano frecciate alla stessa chiesa beneventana, che “oggi appare scolorita”, e ad Angelo Moretti, “esponente dell’economia dei progetti con poche incursioni nei veri mali della città”. C’è anche la delusione per il flop di “Rete Campus” di cui fu promotore.
Lo sguardo si allarga all’Italia e al pianeta. Il libro, che ripercorre la storia di Benevento degli ultimi 60 anni, è una bussola utile per chi fa politica e per chi vuole farla. C’è un riferimento particolare al ruolo della Chiesa sul rilancio delle Aree Interne, grazie ai Focus organizzati a Benevento dall’arcivescovo Felice Accrocca. Le stoccate prendono di mira anche la sinistra, che “non fa la differenza rispetto ai metodi mastelliani” ed è “gestita da tre sole famiglie: Del Basso De Caro, Perifano e Del Vecchio”.
La speranza di una svolta sta nel motto di Accrocca: “Camminare insieme”. “I convegni passerella -osserva l’arcivescovo- non contribuiscono a formare una degna classe dirigente. Deve prevalere il Bene Comune”. Ma bisogna sconfiggere anche l’indifferenza. “Siamo precipitati -conclude l’autore- nel tempo del fastidio. Servirà sfidare la politica breve con la partecipazione. Siamo pigri e viviamo come spirali galleggianti, ma comunque ancora tutti arruolabili per la lotta alle ingiustizie”.
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