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Il racconto di Massini sulla bellezza e una stoccata a Dante - "Ragazzi, non fate una gara a chi č pių bello, siate liberi"
 

mar 21-04-2026 15:30 n.730, a.e.

Il racconto di Massini sulla bellezza e una stoccata a Dante

"Ragazzi, non fate una gara a chi č pių bello, siate liberi"


“Ragazzi, perseguite la vostra bellezza personale, mantenete la vostra indipendenza. Non state dentro nessun rodeo, dentro nessuna gara. Non siate appesi al giudizio di nessuno. Non vi fate imporre canoni e mode. La bellezza non è l’avvenenza. Non sta scritto da nessuna parte che tutti dobbiamo essere belli”. Con questo messaggio, Stefano Massini conclude la sua lezione su “La Bellezza bene comune”, tenuta nel Cinema San Marco di Benevento per il Festival Filosofico del Sannio.

Il suo racconto parte dall’assedio di Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale, passa per il Parco Archeologico di Palmira in Siria, per la Sicilia di Peppino Impastato, per le bombe della mafia sui monumenti di Firenze e Roma, ed approda alla Divina Commedia di Dante Alighieri. Il cuore di una comunità è rappresentato in ogni angolo del mondo da una cattedrale o da un municipio. La continuazione della vita sta anche nel salvare un ippopotamo nello zoo di Leningrado in tempi di fame.

“C’è chi vuole uccidere la bellezza- osserva Massini- ma noi combattiamo per difenderla. Come fece Churchill a Londra durante la guerra, tenendo aperti musei e teatri, come Shostakovich, che compose una delle più belle sinfonie durante l’assedio di Leningrado, diffondendola attraverso gli altoparlanti per farla sentire ai nazisti oppressori. Gli stessi attentati della mafia del 1993 presero di mira la bellezza, perché è un bene comune. Per questo fu ucciso il custode di Palmira, patrimonio mondiale dell’Umanità”.

Lo scrittore si sofferma sugli scempi del paesaggio, denunciati da Impastato nel 1978. “Il giovane -fa notare Massini- parlò di stupro del territorio, della speculazione edilizia, che aveva prodotto orribili palazzi. Perché la gente non reclama case decenti? Perché  non rivendica la bellezza come un suo diritto? Sembra che alle persone meno abbienti spetti solo la bruttezza. La bellezza sta anche nel lavoro più umile, quando viene fatto con passione. Chi crea bellezza deve avere il suo giusto riconoscimento”.

Con il giornalista interloquisce Carmela D’Aronzo, presidente di “Stregati da Sophia”, l’associazione che organizza il Festival. Il fiorentino Massini non risparmia Dante. “I suoi versi sono meravigliosi -conclude- ma raccontano balle. Si fa guidare da Virgilio per un giro turistico all’Inferno e poi da Beatrice in Paradiso, dove vede Dio. Dante era consapevole della sua provocazione. La sua grandezza sta nella bellezza dell’invenzione, una visione meravigliosamente bella e falsa, per questo irresistibile”.



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