|  Il coraggio dei partigiani, la scelta della Repubblica, la bellezza della Costituzione, il voto alle donne, lo sguardo sul mondo contemporaneo, per tenere vivi i valori della Resistenza. Il messaggio corale è scritto sulle bandiere e sugli striscioni, è scandito dagli slogan e dalle canzoni, suonate dalla Banda di Altavilla Irpina, che animano il festoso e folto corteo del 25 Aprile, che parte dal Rione Ferrovia ed approda in Piazza Roma, dove risuonano le tante voci del popolo antifascista.
La manifestazione mira ad unire la memoria col futuro. Sul palco si alternano le storie drammatiche dei bambini di Gaza e delle donne del Sudan. “La Costituzione -sottolinea Dario Melillo dell’Anpi, citando Piero Calamandrei- non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. Oggi più che mai servono le parole di Sandro Pertini: “Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai”. La banda suona “Il Silenzio” per ricordare il partigiano sannita Giuseppe Crocco, detto Caramba.
Il centro della piazza è pieno di lupetti e coccinelle. Sono i ragazzi degli Scout, che a Benevento festeggiano 80 anni. Parlano Sofia e Davide e raccontano la Resistenza delle “Aquile Randagie” nella Val Cordera. “Siamo davvero liberi - si chiedono- o abbiamo cambiato solo il nome delle cose? Perché il fascismo non è solo una divisa o un simbolo, ma una mentalità. Oggi scegliamo da che parte stare. Vogliamo essere ribelli per amore: amore per la verità, per la giustizia, per un mondo più umano”.
Sul palco salgono le trans femministe. Gridano contro il patriarcato e il razzismo. Le conquiste di oggi hanno radici nella Resistenza. “Quando le donne votarono -rileva Teresa Simeone- misero il vestito della festa. Grande fu il contributo delle 21 madri costituenti, “libere e sovrane”, da Teresa Mattei a Nilde Iotti”. Alcune ragazze dell’Agesci espongono cartelli con la scritta “We are all Ukrainians, we are all Europeans”. I più piccoli, seduti a terra, hanno disegni con cuori e arcobaleni e lo slogan “Viviamo sempre in pace”.
Per il comune c’è l’assessore Antonella Tartaglia Polcini, che vede nei valori della Costituzione i cardini del nostro vivere civile, da seguire tutti i giorni dell’anno. “Prendiamo atto con soddisfazione - dice Amerigo Ciervo, presidente dell’Anpi- che finalmente si è deciso di intitolare a Giacomo Matteotti lo spazio tra la Prefettura e via Stefano Borgia”. La giornata è calda e la Cgil organizza un gazebo per offrire acqua, taralli e caffè. Spicca lo slogan: “Governo fascista, Guerre del Capitale, Resistere, Disertare”.
“Negli ultimi anni -conclude Ciervo- qualcosa è andato storto. C’è il pericolo dell’assuefazione all’ultraliberismo e all’autoritarismo. Si vuole reprimere il dissenso. La nostra bussola resta la Costituzione, perché “la Storia siamo noi”. Ricordiamo i caduti sanniti, da Francesco Pepicelli a Giuseppe Covino, da Vito Baldini a Maria Penna”. Per la partigiana beneventana, uccisa a Firenze nel giugno 1944, è stata scritta una canzone, che la ricorda come “voce che chiama, luce di stelle”.






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