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Direttore Antonio Esposito

Lo stregone Vigorito e la favola bella del Benevento Calcio - I tifosi: "Godiamoci la Serie B, ma continuiamo a sognare"
 

gio 30-04-2026 16:25 n.733, Antonio Esposito

Lo stregone Vigorito e la favola bella del Benevento Calcio

I tifosi: "Godiamoci la Serie B, ma continuiamo a sognare"


“Alé Stregoni Alé”. Cantano i tifosi sugli spalti gremiti dello stadio “Vigorito”. “E tanto già lo so che l’anno prossimo gioco di sabato”,  ripete la gente assiepata per le strade della città, durante la spettacolare sfilata della squadra. L’approdo nella Serie B fa rivivere la promozione di dieci anni fa. Questa volta, però, c’è una maggiore consapevolezza delle proprie forze. Perché il presidente Oreste Vigorito e l’allenatore Antonio Floro Flores puntano sui giovani e possono sognare traguardi più alti.

La vittoria, la festa e il futuro. Miracolo del calcio. Il popolo sannita ridiventa comunità. Che fare per consolidare questa importante conquista? Come sfruttare questa nuova vetrina? Cosa ne pensano i tifosi? “Dopo la grande cavalcata vincente -comentano tutti- per ora godiamoci la serie B”. Il presidente Vigorito è visto come un re Mida. Il feeling tra squadra e città è palpabile in ogni angolo e classe sociale. Si respira una ritrovata armonia, dopo le aspre contestazioni di qualche anno fa.

C’è gente anche agli allenamenti nel campetto dell’antistadio. Qui incontriamo Edoardo, storico tifoso, con un'enorme bandiera giallorossa. “L’ho portata con me -racconta- anche sul traghetto a Venezia. Ci vogliono braccia forti. Sarà la più grande in circolazione. Seguo il Benevento anche in trasferta. Quando Vigorito mi vede, mi abbraccia sempre”. C’è Vincenzo, con una proposta per il comune. “Per lo stadio -pensa- ci vuole un contratto pluriennale. Si deve sistemare la tribuna”.

Ci spostiamo in Via Massimo D’Azeglio, una delle strade dove il tifo è più caldo. Qui c’è la sede degli Ultras, detti “Ultimi Eredi”. Davanti al murales che ricorda Carmelo Imbriani parliamo col giovane Domenico Ruggiero. “I pilastri della squadra -rileva- sono Tumminello, Caldirola e Salvemini. Dal vivaio sono arrivati bravi giocatori, come Carfora. Sono abbonato da sempre e faccio parte degli Ultras. Per gli acquisti futuri consiglierei Roberto Insigne, Zanon della Carrarese e Di Nardo del Pescara”.

Con Via d’Azeglio, le strade più imbandierate del Rione Libertà sono Via Cosentini, Via Cocchia e Via Cesare Battisti, verso San Modesto. La lettera B pende dai balconi e dalle finestre come una farfalla. Nell’edicola di Via Napoli c’è Paolo Madonna della Curva Sud. “Seguo il Benevento- fa sapere- da quando avevo sei anni. Tra poco ne faccio 50. Il presidente ne ha quasi 80. Uno come Vigorito non l’avremo più. Dobbiamo portarcela bene con lui e sperare che campi almeno altri 20 anni”.

Il patron è un tipo deciso. Quando si mette in testa una cosa non molla. Da tempo lo guida il motto di Che Guevara e Fidel Castro: “Non faremo un passo indietro, neanche per prendere la rincorsa”. Quando apparve uno striscione,  con la scritta “Vattene”, non si spaventò. “Il vero artefice di questo trionfo- fa notare Mario Collarile, dirigente del Coni- è lui, che non si è mai arreso. Poteva andare ad Avellino, dove da sempre lo corteggiano, oppure a Salerno o in qualunque altra città”.

Fioccano le ipotesi sui reparti da potenziare e i nomi dei giocatori da prendere. “Ci vuole qualche innesto di esperienza -propone Pasquale Abbatiello, abbonato nei distinti- mi piacerebbe, ad esempio, Lorenzo Insigne, se il Pescara dovesse retrocedere, ma farei un pensierino anche a Palumbo e Pohjanpalo del Palermo, ad Adorante del Venezia.  All’inizio ero un po’ scettico su Floro Flores, perché tutti siamo un pò legati a Gaetano Auteri, autore della prima storica promozione dalla C alla B”.

Il presidente va ripetendo che quando venne a Benevento nel 2006 comprò “un’emozione”. “Io amo la Strega -ribadisce al "Corriere dello Sport"- e finché ci sarà un solo tifoso giallorosso, io sarò al “Vigorito”. Ci batteremo per il rispetto dei valori sanniti: fierezza e onestà. Dobbiamo scegliere bene chi deve restare, non chi deve arrivare. Per una piccola città, la strada per competere e sognare è quella di coltivare talenti o di scovarli. Il Benevento è una squadra giovane con l’età media tra i 23 e i 24 anni”.

La scelta di Floro Flores si è rivelata vincente. L’allenatore napoletano ha una lunga gavetta alle spalle. “Per me Vigorito  -dice- è come un padre, con lui c’è una grande chimica”. Non è un mistero che il presidente voglia riprendersi la serie A.  “Voglio ritornare -ha detto più volte- dove sono stato. Non è un sogno”. Le potenzialità economiche, del resto, non mancano. La sua attività imprenditoriale, nel campo eolico e non solo, fattura ogni anno 250 milioni di euro e il suo patrimonio ha un valore di 5 miliardi.

“Quando approdammo in serie A -conclude Collarile- la nostra tifoseria appassionata fu portata come esempio in tutta Italia per la compostezza. Ritroviamo quell’atteggiamento e stiamo vicini alla squadra non solo quando vince”. Per ora accontentiamoci della Serie B, ma si può anche sognare. Perché ci accompagneranno sempre i versi del poeta turco Nazim Hikmet, scritti su un muro di Via Cavour:  “Il più bello dei mari è quello che non navigammo…i più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti”.















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