 Un tuffo nella leggenda, sulle ali di una delle figure più iconiche di Benevento. Attraverso la danza, la musica e il teatro. La simpatica occasione è stata offerta da “Struscio di Streghe - La Notte delle Donne”, un’iniziativa culturale promossa dalla Fondazione "Terre Magiche", con la direzione di Carmen Castiello e la regia di Linda Ocone. Per conoscere meglio le origini e il significato della magica Strega, il simbolo più importante del folclore sannita, che ha reso Benevento famosa in tutto il mondo.
La rappresentazione artistica si è snodata per il centro storico, da Piazza Guerrazzi all’Hortus Conclusus, da Piazzetta Torre a Santa Sofia. Salendo per il Corso Garibaldi, il primo incontro si fa con Iside, un’altra figura misteriosa, che qui aveva un grande tempio. Le danzatrici si sono raccolte intorno all’Obelisco Egizio. Alla loro testa c’è la regina. “Sono la prostituta e la santa -recita estasiata- la madre e la vergine. Sono la Signora di Benevento”. Il coro, subito dopo, canta e avverte: "E mò se so’ scetate le Janare”.
Per le strade e per i vicoli c’è gran fermento. Nella Galleria di Palazzo Bosco, un’attrice racconta la storia della Zoccolara, che girava di notte per il Triggio. “Per noi la Strega è gioiosa- rileva Carmine Ricciardi di Terre Magiche- sulla scia della figura danzante che sta sulla bottiglia del noto liquore. Qui a Benevento si veniva da tutto il mondo per danzare intorno al Noce Magico. Per questo si è dato spazio al flamenco e alla pizzica. Dalla ricerca è emerso che la Strega simboleggia soprattutto voglia di riscatto e gioia”.
Il filo conduttore è il fascino del mistero. Da Iside alla Zoccolara, dalla Janara a Bellezza Orsini. A questa strega sensuale, che fu bruciata sul rogo, è stato dedicato uno spettacolo nell’Hortus Conclusus, su testo di Tullia Bartolini. Nel Giardino del Mago altre attrici raccontano fiabe ai bambini. La scena di Piazza Guerrazzi ci porta in un vivace e ruspante mercato contadino, grazie alle donne della compagnia di Viviana Cancellieri. Le danzatrici, vestite di bianco, seguono la musica del gruppo "Assurd" di Ettore Patrevita.
“La nostra versione -osserva Carmen Castiello- è legata alla vita comunitaria dei contadini. La strega non era una donna malefica, ma bella e spesso anche guaritrice, perché conosceva le erbe mediche. Con il progetto “Sentire”, curato da Massimiliano De Marco e Veronica Galati, abbiamo la scelto la pizzica, che si collega con la taranta, per il suo senso di liberazione”. La due giorni dello Struscio si conclude con “La Parata della Luce”, in Piazza Roma. Con un’esplosione d’allegria e di ritmo. Mentre nell’aria aleggia l’antica filastrocca: “Sott’all’acqua e sotto o’ viento, sotto ogni maletiempo…”.



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