I "segreti" di Katia Ricciarelli, preludio alla Stagione Lirica "Se incontro una cosa negativa mi sposto. Vivo nel presente"
Direttore Antonio Esposito
 

gio 24-07-2025 n.627, a.e.

I "segreti" di Katia Ricciarelli, preludio alla Stagione Lirica

"Se incontro una cosa negativa mi sposto. Vivo nel presente"


La cantante lirica Katia Ricciarelli si racconta al Teatro Romano di Benevento tra aneddoti, incontri e storie importanti. La conversazione, condotta con garbo da Silvia Bianculli, prende spunto dal suo libro “Altro di me non saprei dire”. “La mia infanzia è stata felice -fa sapere- grazie a mia madre Molara, lasciata solo dal marito con tre figlie femmine. Non ho avvertito alcuna mancanza del padre. Fui concepita in un campo di patate. La scoperta del mio talento avvenne a 9 anni. Nel 1971 vinsi un concorso alla Rai”.

L’intervista-spettacolo è l’anteprima della Stagione Lirica, che prevede l'Aida per domani e la Turandot per il 29 luglio. “La rassegna- dice Ferdinando Creta, direttore artistico- è stata voluta dal Teatro Romano e dalla Regione Campania”. Il successo di Katia Ricciarelli è dovuto al suo innato talento, che la porta ben presto alla ribalta internazionale. “Per trasmettere emozioni -rileva- devi avere qualcosa dentro. Dopo gli amori con Carreras e Baudo, vivo da sola col mio cane Ciuffi”. Mentre parla, vede in platea un cagnolino, simile al suo, si emoziona, lo saluta e, guarda caso, si chiama Pippo.

A Benevento è di casa, grazie alla collaborazione col maestro Leonardo Quadrini, che l’accompagna al pianoforte. Per omaggiarla c’è anche il tenore Aldo Gallone, che è stato suo allievo e che le dedica subito “Una furtiva lagrima”. ”Sono una pazzoide -confessa- ora basta coi matrimoni. Non tutti possono avere la fortuna di festeggiare i 50 anni di nozze, come i Mastella, che vedo qui. Quando mi succede una cosa negativa, mi sposto. Non amo guardare il passato, né il futuro, ma amo solo il presente”.

Le domande cercano di scoprire qualche suo segreto, ma lei preferisce la musica. Canta deliziosamente con Gallone “E lucevan le stelle” dalla Tosca di Puccini. Suona il quintetto dei fiati dell'Orchestra Internazionale della Campania. “Noi artisti -afferma- senza il pubblico non siamo nessuno”. Arrivano una dopo l’altra “Non ti scordar di me” e “Marechiaro”. La gente accompagna battendo le mani, mentre i ballerini di Saveria Cotroneo “volano” sul palcoscenico. Il finale è allegro e coinvolgente. C'è "Funiculì, funiculà". E poi, a gran richiesta, “’O Surdato ‘nnammurato e “’O Sole Mio”.

Ma c’è un ammiratore, un ragazzo di 17 anni, che le manda un mazzo di fiori, che le consegna il direttore Creta. “Non parlo per adulazione -scrive nella dedica “Per Katia”- ma per la bellezza che resta, quando la voce non è solo un suono. Lei canta e qualcosa nell’aria si ferma, non so cosa sia, ma so che è raro e che non passa”. Si chiama Giovanni Aucone e sta per diplomarsi in pianoforte. Un regalo, che la cantante gentilmente ricambia, cantando insieme a Gallone “Un amore così grande”.






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