Le stoccate di Conte e Fico alla Meloni nella terra di Padre Pio "Il governo taglia i fondi al Sud. Senza alleanze, vince la destra"
Direttore Antonio Esposito
 

sab 08-11-2025 n.665, a.e.

Le stoccate di Conte e Fico alla Meloni nella terra di Padre Pio

"Il governo taglia i fondi al Sud. Senza alleanze, vince la destra"


“Ogni persona conta, ogni territorio conta. Diritti uguali per tutti in tutti i luoghi della Campania”. Con questo slogan Roberto Fico sbarca a Pietrelcina, insieme a Giuseppe Conte, venuto nel Sannio a tirare la volata alla coalizione progressista. La tappa dell’ex premier nella terra di Padre Pio ha anche un valore sentimentale. “Ho frequentato da giovane il convento di San Giovanni Rotondo -racconta Conte- dove opera un mio zio frate. Qui a Pietrelcina ho salutato padre Sergio che non vedevo da anni”.

Coi giornalisti e nel Palavetro rimbalzano le stoccate al governo Meloni. Perché le regionali campane possono diventare il trampolino di lancio per l’alternativa nazionale. “Questi territori partono in svantaggio -dice Conte- rispetto a quelli del nord, per la carenza di infrastrutture. L’Europa ci  assegna i Fondi  Coesione per colmare il divario. Questi invece pensano al Ponte sullo Stretto e tolgono 9 miliardi e 400 milioni alla Salerno-Reggio Calabria. Ci stanno prendendo in giro. Raccontano che sta andando tutto bene. Ma se non fossero arrivato i 209 miliardi del Piano di Ripresa e Resilienza, saremmo in recessione”.

Questa mole di risorse fu guadagnata dal governo Conte, con l’apporto di David Sassoli, all’epoca Presidente del Parlamento Europeo, e di Paolo Gentiloni, Commissario all’Economia. Dalla sala affollata qualcuno grida: “Mandiamo a casa la Meloni”. “Il problema -ribatte pronto l’ex premier- non è mandare a casa qualcuno, ma fare del bene a questo paese. Noi non siamo nati contro le persone, ma sulle battaglie per i nostri valori. Su questo rimarremo radicali e incendiari, non diventeremo pompieri”.

Un pezzo del movimento sannita ha mal digerito l’alleanza con Clemente Mastella per queste regionali. Prima di raggiungere Pietrelcina, Conte scambia un saluto col primo cittadino di Benevento, presso l’Arco di Traiano. “Mi piacerebbe -risponde ai giornalisti- governare con un monocolore pentastellato. Ma questo non è possibile. Con la divisione tra le forze progressiste, avremmo consegnato la Campania al centrodestra”. I sondaggi portano Fico in vantaggio di oltre dieci punti. Ma la partita è tutta da giocare. Quelli di Cirielli si sentono ringalluzziti, perché sperano nella passerella di tanti ministri.

Prima di Conte parlano alcuni imprenditori che hanno scelto di restare e i candidati Romano e Maio. “Abbiamo raggiunto un grande obiettivo -conclude Fico- mettendo al centro le Aree Interne, che non sono affatto destinate a morire, come prevedono quelli al governo. Questi territori si spopolano perché mancano i servizi e non c’è lavoro. Dobbiamo potenziare i trasporti e la banda larga, organizzare una sanità di prossimità, anche con la telemedicina. I cosiddetti patrioti hanno tolto 3 miliardi e mezzo dal fondo perequativo strutturale. Ricordatelo. Hanno firmato anche i parlamentari del sud”.



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