Il sogno spezzato di Donata tra animali, solitudine e violenza Denuncia ed ironia ne "La Vacca" in scena al Mulino Pacifico
Direttore Antonio Esposito
 

sab 22-11-2025 n.672, a.e.

Il sogno spezzato di Donata tra animali, solitudine e violenza

Denuncia ed ironia ne "La Vacca" in scena al Mulino Pacifico


La vita scorre lenta e sempre uguale per Mimmo e Donata, soprattutto nelle giornate afose. La periferia napoletana dove vivono è come un mondo a parte, ma sentono  i rumori della modernità e cercano di assaggiarne almeno un boccone. Che sarà condito, purtroppo, dalla prepotenza e dalla violenza. Questo il succo dello spettacolo teatrale “La vacca”, andato in scena al Mulino Pacifico per la rassegna promossa dalla Compagnia Solot. Il testo è di Elvira Buonocore e la regia di Gennaro Maresca.

I due fratelli gestiscono un mattatoio e quindi per loro le mucche sono animali da uccidere. Per il mandriano Elia, che abita poco lontano, rappresentano, invece, tutto quello che ha. Ne aveva 106 e non sa più che fine hanno fatto. “Le mie mucche -ripete disperato- erano tutte belle, chiatte, gonfie e in fila indiana”. La ragazza, intanto, sogna un corpo più rotondetto, si guarda allo specchio e implora la luna. “Luna, lunella,  famm’ crescere ‘e zizzelle”. Il fratello la invita ad accettarsi com’è.

I desideri dei protagonisti prendono strade diverse, perché ognuno cerca di trovare un senso alla propria esistenza. I loro sentimenti sono rappresentati con vigore e intensa fisicità dagli attori Vito Amato, Anna De Stefano e Gennaro Maresca, nella parte del mandriano, animalesco e ruspante. “Se avessi delle belle grandi cose da toccare -esclama Donata- quanti uomini  mi verrebbero appresso. Devo gioire, perché dicono che l’euforia gonfia il petto. Come mi devo riprendere? Con la telecamera?”.

In quel luogo grigio e senza passioni, la calda estate si colora di violenza. Il mandriano approfitta della ragazza, con la scusa di farle un’intervista, e la violenta. “Fammi vedere  -le grida- se sai fare come la mucca”. Per lui le donne sono proprietà privata come i suoi animali. Quando arriva il fratello e la trova tramortita, per la prima volta le rivolge parole tenere. “Donata, tu tieni gli occhi tristi  - la conforta- vedi ti ho fatto il complimento”. Nella solitudine può covare il rancore e la violenza sulle donne.

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