Il Museo del Sannio raccontato in 500 pagine e mille bellezze Rotili: "Qui c'è un ricchissimo archivio con 6500 pergamene"
Direttore Antonio Esposito
 

mer 20-05-2026 n.741, Antonio Esposito

Il Museo del Sannio raccontato in 500 pagine e mille bellezze

Rotili: "Qui c'è un ricchissimo archivio con 6500 pergamene"


Il cammino è affascinante e intrigante. La storia del Sannio comincia dal Paleolitico. Ma per capire meglio da dove siamo partiti e dove siamo arrivati, e per non perderci nelle mille stanze del tempo, ci vuole una bussola attrezzata, una guida moderna. Questo il senso del libro “Il Museo del Sannio di Benevento”, a cura di Marcello Rotili, pubblicato per le edizioni “La Provincia Sannita” e stampato dalle Officine Grafiche Francesco Giannini di Napoli. Un viaggio nelle radici e nella bellezza.

"Un museo -sottolinea Nadia Barrella, docente dell'Università "Vanvitelli"- non raccoglie semplicemente cose, non celebra il passato, ma tiene vivo il rapporto col territorio, conserva contesti e memorie condivise. Questo libro non è un catalogo, racconta i luoghi, dalla Rocca dei Rettori a Santa Sofia, ripercorre le epoche storiche, dai Sanniti ai Romani, dai Longobardi al Regno Pontificio ad oggi. Il suo grande merito è quello di aver restituito il Museo del Sannio nella sua piena complessità”.

Il prezioso volume vuole celebrare i 150 anni del “Museo della Città e della Provincia postunitaria”. La sua bellezza comincia già dalla copertina, illustrata da un grazioso quadro di Donato Piperno, intitolato “Sant'Orsola e le Pie Vergini”. Per raccontare le tante opere si sono rimboccati le maniche ben 17 studiosi, da Silvana Rapuano a Lester Lonardo, da Luisa Nardini a Veronica De Duonni, da Rosanna Cioffi a Paola Caruso, che in 540 pagine analizzano documenti, monumenti e periodi storici.

Con la realizzazione del Museo Egizio, la Pinacoteca sarà trasferita alla Rocca dei Rettori. Già ora si possono ammirare dipinti e sculture di artisti contemporanei, da Corrado Cagli a Renato Guttuso, da Carlo Levi a Domenico Purificato, da Emilio Greco a Mimmo Paladino. Sullo sfondo della Sala Vergineo spicca il celebre quadro di Giuseppe Bezzuoli, intitolato “Il ritrovamento del corpo di Manfredi”. Il libro ci spiega anche il significato delle stele funerarie e del Leone romano in calcare che si trova davanti alla Rocca.

"La caratteristica di questo museo -fa notare Rotili- è quella di avere un ricchissimo archivio storico provinciale. Basti pensare che vi sono 6500 pergamene degli antichi monasteri, conservati in cassette metalliche. Il primo direttore fu Almerico Meomartini, che fu anche presidente della provincia per dieci anni, seguirono Mario Rotili, mio ​​padre, Elio Galasso, alcuni funzionari come Luisa Bocciero e Maria Luisa Nava. Secondo me, la Chiesa di Santa Sofia, è oggi a pieno titolo di proprietà della provincia”.

L'itinerario museale si snoda tra gli affreschi di Achille Vianelli e della Scuola di Posillipo, le opere di Nicola Ciletti, il mito di Achille e Pentesilea, le statue di Traiano e della moglie Plotina, il grande Obelisco Egizio, le ceramiche, le monete. "Col nuovo allestimento -rileva Nino Lombardi, presidente della provincia- il museo contribuirà ad una più attraente narrazione del Sannio e della stessa Benevento, la città dei dieci santi e delle 100 chiese. Di grande rilievo è l'apparato scultoreo del Chiostro di Santa Sofia".

Il progetto grafico del libro è di Rosario Claudio La Fata e le fotografie sono di Maurizio Iazeolla. "Voglio ricordare -conclude Rotili- il saggio di Rosanna Cioffi su "Pane e lavoro" di Emanuele Caggiano e il bellissimo lavoro fatto da Bella Takushinova su una statua, che purtroppo è ancora in un ufficio. Si tratta di una donazione di Eolo e Marisa Scrocco. La studiosa russa è riuscita a collocarla nel contesto. E' una "Venere accovacciata". Meriterebbe di essere esposta per farla apprezzare da tutti. Come lo stesso volume, che va messo in mano alla gente. Subito. Perchè il Museo del Sannio è di tutti".



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