 Il fiore all'occhiello dell'agricoltura sannita è il vino. Non solo per l'economia, ma anche per il suo valore umano, sociale e culturale. "Il modello Sannio è perfetto. Perché è coinvolto tutto il territorio, non solo i vignaioli. Per questo lo racconto nel mio libro "La filosofia della Dop Economy". Qui avete avviato da molti anni un processo di ristrutturazione delle indicazioni geografiche, portandole a quattro. Qui non ci sono capannoni dismessi, c'è un'idea di futuro, un esempio del riscatto del sud".
Con queste parole lusinghiere, Mauro Rosati descrive l'esperienza fatta della vitivinicoltura della provincia di Benevento, in un incontro presso l'Aula Magna dell'Università del Sannio, coordinato da Concetta Nazzaro, docente di Economia Agroalimentare. "Qui -continua Rosati- ho trovato una storia bella, un percorso di successo, grazie al “Consorzio Sannio Tutela Vini” e al supporto dell'università. Altrove ognuno pensa alla propria impresa, senza uno sguardo al territorio".
Le produzioni di qualità sono un trampolino di lancio delle Aree Interne. Bisogna costruire le filiere giuste. Ritrovare un corretto rapporto con la terra, come ci ha insegnato Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food, recentemente scomparso. "Le aree rurali -sottolinea Nazzaro- hanno una funzione importante nella transizione ecologica e di fronte ai cambiamenti climatici. Dobbiamo valorizzare meglio l'economia di prossimità. Se riusciamo a sfruttare tutte le potenzialità, possiamo frenare lo spopolamento".
Nel campo vitivinicolo, il Consorzio ha un ruolo fondamentale di tutela e promozione. "Abbiamo 1300 soci -fa sapere Giampiero Rillo, vicepresidente- tra viticoltori, agricoltori e imbottigliatori. Ogni anno si producono nel Sannio circa 18 milioni di bottiglie, mentre gli ettari coltivati sono quasi 3500. Il nostro vino rappresenta il cinquanta del cento di quello campano. Qui si studia Sannio, ma si consuma poco Sannio. Sensibilizziamo i giovani. Non chiediamo fondi pubblici, ma pacchetti turistici intelligenti".
Con la realizzazione dell'Alta Capacità Napoli Bari, si potranno creare nuove opportunità. "La risorsa più importante delle Aree Interne -rileva Ferdinando Gandolfi della regione- non è l'agricoltura, ma lo spazio. L'80 per cento della popolazione della Campania occupa il 22 per cento del territorio". L'apprezzamento di Rosati è di grande rilievo. Per la sfida dell'innovazione si spera nei giovani. “Coltivate conoscenza -consiglia Nicola Matarazzo- costruite relazioni, seminate bellezza”.

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