I tormenti e le speranze dei "fantasmi" della Rocca dei Rettori I Sabariani, la strega Betlemme e lo scarparo Pacifico a teatro
Direttore Antonio Esposito
 

mer 03-06-2026 n.747, a.e.

I tormenti e le speranze dei "fantasmi" della Rocca dei Rettori

I Sabariani, la strega Betlemme e lo scarparo Pacifico a teatro


I fantasmi che si aggirano per il castello ritornano in vita. Raccontano le loro storie, perché le pietre parlano, se ci fermiamo ad ascoltarle. Chi erano? Quali tormenti e speranze hanno vissuto? Cosa vorrebbero e potrebbero dirci? Sulle tracce di queste misteriose presenze si dipana lo spettacolo “Le Voci della Rocca”, curato da Claudio Di Palma per la rassegna “Racconti per Ricominciare” e rappresentato negli spazi dell'antico Palazzo sede della Provincia di Benevento.

Il percorso teatrale comincia dall'acquedotto. Qui c'è l'attore “idraulico” Domenico Palmiero, che cerca di scoprire cosa successe tra il governatore Andreone ed Ettore Sabariano, nel periodo in cui a Benevento c'era una guerra civile tra la parte bassa e quella alta della città, tra i fautori del Papa e quelli contrari. “Qui ci sono tante pietre “parlettere” -fa sapere il protagonista- basta interrogarle.Questo luogo è stato serbatoio idrico, cimitero, monastero, carcere, popolato da lotte e congiure”.

Nelle parole dell'attore rimbalzano le urla degli assassini, i lamenti dei trucidati. Il racconto continua nei Giardini della Rocca, dove il pubblico è atteso dalla janara Betlemme di Buonalbergo. Nei suoi panni c'è Valentina Martiniello, che fa rivivere la dura lotta contro i pregiudizi di quella coraggiosa badessa, che operava in una chiesa presso Porta Somma. “Fu costretta a farsi monaca -dice l'attrice-ma era una donna libera, una femmina co' pensiero e co' cerviello, sapiente e co' e palle sotto”.

Il cuore dello spettacolo ruota intorno alle rivolte contro l'oppressione del potere pontificio, che a Benevento regnò per otto secoli. I personaggi immaginati sognano la rivoluzione. La ricostruzione teatrale riesce a dargli voce con grande efficacia e suggestione, grazie anche alla freschezza recitativa degli attori. La storia dei Sabariani ci riporta agli affreschi della Chiesa di Santa Teresa, che attendono ancora di essere recuperati, quella di Betlemme offre un nuovo spunto sulle streghe.

Il pensiero di una riscossa agitava anche un umile ciabattino. Si tratta di Pacifico Speranza, interpretato da Antonio Marfella. Nel mirino c'è sempre il Papa, questa volta per la sua bolla contro i vizi privati. "Sua Santità -osserva Pacifico- dovrebbe condannare la corruzione. I nobili parassiti si spartiscono impunemente il denaro pubblico. Ci vorrebbe una ribellione. Ma io che vivo tra spago e semenzelle, posso solo scrivere messaggi di lotta". Saluta cantando “Compagni dai monti e dalle officine, prendete la falce, portate il martello”, famosi versi della canzone “Contessa” di Paolo Pietrangeli.

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