Per il futuro del Sannio e del Sud servono lavoro e servizi Roberto Fico: "La case di comunità sono tutte pronte"
Direttore Antonio Esposito
 

sab 27-06-2026 n.758, a.e.

Per il futuro del Sannio e del Sud servono lavoro e servizi

Roberto Fico: "La case di comunità sono tutte pronte"


Quali carte potrà giocare il Mezzogiorno, quando finiranno i soldi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza? Quale strategia economica e sociale bisogna mettere in campo per lo sviluppo del Sud? Cosa fare per fermare lo spopolamento delle Aree Interne? Come costruire una speranza per i giovani? A tutte queste domande ha cercato di rispondere al convegno “Mezzogiorno al Centro”, promosso dall'Intergruppo Parlamentare, guidato dall'imprenditore beneventano Pasquale Lampugnale.

L'Aula Magna dell'Università “Giustino Fortunato” è gremita di politici, tecnici e studiosi. Il quadro delle prospettive non è certo roseo, ma s'intravedono qui e là potenzialità nuove in alcuni settori. Il cambio di passo è necessario, perché le occasioni perse sono state tante. “La politica nazionale dedicata alle Aree Interne -osserva Emilio De Vizia della Confindustria- è fallita”. “C'è il rischio -afferma la docente Cinzia Genovino- di avere cattedrali di competenze nel deserto delle domande”.

Qualcuno propone di sperimentare la Zes Unica in un'area interna della Campania. Tutti gli interventi sottolineano che non si fanno le nozze coi fichi secchi. "Col Pnrr -rileva Gianfranco Viesti- immaginavamo un mondo nuovo. Ma è mancata una politica industriale lungimirante. Le città medie del sud sono la chiave del futuro, rispetto alle metropoli sovraffollate, ma tra loro devono costruire relazioni. Sapendo che la Puglia e la Campania non sono solo Bari e Napoli. Occorrono servizi civili e di qualità".

Una svolta decisiva potrebbe arrivare dalla Napoli-Bari. "Ma bisogna vedere -evidenzia Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato- cosa ci mettiamo intorno. Gli obbiettivi del Pnrr non sono stati colti fino in fondo. Se negli ultimi quattro anni il Mezzogiorno è cresciuto più del Centro-Nord e nello stesso tempo continua la fuga dei giovani, dobbiamo chiederci dove abbiamo sbagliato. Dobbiamo fermare intanto la riforma dell'Autonomia Differenziata che, regionalizzando tante materie, smonterà il paese".

Un ruolo fondamentale nello sviluppo del sud è affidato sicuramente alle piccole e medie imprese. "Senza i fondi del Pnrr -sottolinea il pentastallato Michele Gubitosa- l'Italia sarebbe in recessione. La Zes non deve puntare ad avvantaggiare solo le grandi aziende. Sono preoccupato, bisogna trovare altre risorse, rilanciando decontribuzioni ed incentivi, soprattutto per le piccole imprese, che sono il motore economico e il vero fattore di crescita". Con le risorse servono investimenti mirati.

Il confronto, moderato da Janina Landau, è stato chiuso da Roberto Fico, che ha ribadito il suo no all'Autonomia Differenziata, che alimenterebbe una concorrenza sleale tra le regioni, ed ha raccontato i suoi primi passi. “Stiamo programmando con i comuni -fa sapere il presidente campano- confermando l'impegno per la Diga di Campolattaro e per i trasporti. Abbiamo riportato la Formazione in mano pubblica. Per il Sannio sono pronte le case di comunità realizzate al 100 per cento”.






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