La grande emozione di Teresa al voto nel 1946 con Anna Ferzetti Elio Germano: "Puntiamo sulle relazioni e sulla felicità collettiva"
Direttore Antonio Esposito
 

mar 14-07-2026 n.764, a.e.

La grande emozione di Teresa al voto nel 1946 con Anna Ferzetti

Elio Germano: "Puntiamo sulle relazioni e sulla felicità collettiva"


L'ansia, l'emozione, il cuore che batte forte, l'orgoglio, il sapore della libertà. Questa tempesta di sentimenti accompagnò sicuramente le donne, chiamate al voto il 2 giugno 1946. Il racconto di quel momento storico, “La Prima Volta”, è affidato alla calda e dolce voce di Anna Ferzetti, che in Piazza Roma interpreta la storia di Teresa, della figlia Livia e della nipote Elena, per il Festival del Cinema e della Televisione, diretto da Antonio Frascadore, giunto alla decima edizione.

Le parole dell'attrice fanno emergere l'importanza di quella scelta: Teresa col vestito buono, come andasse ad una festa, il fermaglio tra i capelli, allegra e nervosa. Davanti alla scuola dove è stato allestito il seggio c'è una fila ordinata. “Teresa non sa se cambierà il mondo, ma sa che l'assenza non lo cambierà di certo”. Gli scrutatori chiedono il documento di riconoscimento. Tante volte aveva ascoltato dal padre: “Certe cose non sono da donne”. Ma ora ha deciso lei, nessuno ha scelto per lei.

Quel passo è un tassello della democrazia. Questo il senso del testo scritto da Antonio Frascadore, per questo spettacolo organizzato insieme all'Università del Sannio. Anna Ferzetti, sposata con Pierfrancesco Favino, ha vinto di recente il Nastro d'Argento come miglior attrice per il film "La Grazia" di Paolo Sorrentino. Il cammino partito da quella scelta è stato faticoso, ma decisivo per conquistare i diritti e parità. "Una donna entrò -pensa Teresa- una cittadina uscì, come persona, come cittadina, come voce".

La "prima volta", 80 anni dopo, viene sottolineata dalla rettrice Maria Moreno, che ricorda la missione dell'università per l'educazione ai valori e alla memoria. Sul futuro delle Aree Interne puntano invece i riflettori Francesco Cordio ed Elio Germano col documentario “Ritorno al tratturo”, proiettato in Piazza Santa Sofia. La storia è ambientata in Molise, dove alcuni giovani stanno sperimentando la restanza, coltivando i campi, facendo i pastori, difendendo l'ambiente .

"Non è una cosa nostalgica - rileva Cordio- ma una possibilità di rinascita per territori abbandonati ad un destino di spopolamento. Non costruiamo alberghi fantasmi, investiamo sugli insegnanti e non chiudiamo le scuole". "La qualità della vita -aggiunge Germano- è fatta di relazioni. La società in cui viviamo è basata sulla competizione e sul profitto. Il tratturo era l'infrastruttura centrale della civiltà pastorale. Costruiamo comunità. Puntiamo sulla felicità collettiva".



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