Le metamorfosi canore delle Ebbanesis al Teatro Comunale L'omaggio napoletano a Dalla e Tosca sognando Sanremo
Direttore Antonio Esposito
 

gio 08-10-2026 n.793, a.e.

Le metamorfosi canore delle Ebbanesis al Teatro Comunale

L'omaggio napoletano a Dalla e Tosca sognando Sanremo


Il vento della napoletanità e dell'ironia gonfia le vele del primo giorno del “Social Film Festival Artelesia”. L'apertura è davvero scoppiettante. Al Teatro Comunale arrivano le “Ebbanesis”, un duo musicale che ricama, rivisita, scompone, reinterpreta in napoletano famose canzoni italiane. Un'operazione originale, che le ha fatte conoscere sul piano nazionale, tanto che ora sognano in grande. Hanno scritto, infatti, una canzone per Stefano De Martino, con lo sfizioso titolo “Puortace a Sanremo”.

Lo spettacolo chiamato non a caso “Ebbanepolis” ripercorre con freschezza creativa antiche melodie napoletane e noti brani di cantautori. Intrecciando versi di Pino Daniele con quelli di Raffaele Viviani. I veri nomi delle due artiste sono Viviana Cangiano e Serena Pisa. Particolarmente importante fu l'incontro con Tosca. "Era il 2021- racconta Serena- quando fummo invitate dalla cantante romana alle Officine Pasolini. Le facemmo ascoltare la sua canzone "Ho amato tutto" in napoletano e fu un successo".

Con la loro reinterpretazione rendono omaggio a Laura Pausini, Lucia Dalla, a Freddy Mercury e ai Beatles. Cambiando soltanto i contesti. La “solitudine” di Anna e Marco è ambientata, ad esempio, a Napoli, a Montesanto e sulla Circumvesuviana. "Quando dobbiamo sfogare -precisa Serena- sfoghiamo sempre in napoletano, perché viene meglio. Per noi la napoletanità è una filosofia di vita". La canzone di Dalla, “Attenti al lupo”, diventa “Accort 'o lupo” e al posto del bosco troviamo 'o vascio.

Anche i testi di Viviani, come “O 'nnammurato mio” e “A Rumba d' 'e Scugnizze”, rivivono sotto una nuova luce, senza mai perdere la loro bellezza spiritosa. La coppia canora sfoggia grinta e sicurezza anche in brani difficili, aggiungendo quando è necessario un tocco di dolcezza, come in “Alfonsina y el mar”. Ma non può mancare una bella tarantella. Ecco allora “Oi Mamma ca mo' vene”. Il pubblico reclama a gran voce “A jatta nera”. Chissà se De Martino le ospiterà a Sanremo.



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