 Un festival per riflettere e guardare al mondo. Per parlare agli studenti. Perché, nel mare dei social, il cinema rimane ancora la più formidabile bussola di comunicazione e orientamento. Il “Social Film Festival Artelesia” ha cercato di scandagliare temi vicini all'universo giovanile, con attori, come Stefano Fresi e Alessandro Preziosi, ed anche le conseguenze della guerra in Ucraina, col film “A Million Yard Stare” di Ravi Gautam , proiettato a Benevento in anteprima mondiale.
Il messaggio più bello per i ragazzi è stato forse quello di non essere indifferenti agli altri, di credere in se stessi, di “rompere le scatole” di fronte alle cose storte e ingiuste. "L'arte illumina un problema -rileva Fresi- tocca poi alla politica risolverlo. Come, ad esempio, il precariato, che affligge i giovani. Perché l'università non garantisce il lavoro per il quale hai studiato. Non passate il tempo a scrollare. Andate a vedere i film a cinema, perché a casa siamo distratti dal messaggio di un amico, da una carezza al gatto".
La cultura e la speranza sono state al centro del dialogo con Alessandro Preziosi. "Il mio lavoro -spiega l'attore irpino- ha una motivazione nel sociale, il cinema ha una grande potenzialità per svegliare coscienze. Nella lettura di alcuni libri ho trovato fantastici episodi che mi hanno fatto sentire invincibile. Ho interpretato tanti personaggi, ma quello di Don Peppe Diana mi ha cambiato la vita. Con "La Ferita e la Letizia" di San Francesco, ho scoperto che tutti possiamo essere coerenti".
L'ideatore del Festival, Francesco Tomasiello, e il direttore artistico Antonio Di Fede, sono soddisfatti per “aver avvicinato migliaia di giovani a un cinema che invita a guardare oltre le apparenze e a riconoscere le fragilità degli altri”, per aver dimostrato che “gli eroi sono persone comuni che trovano il coraggio di cambiare le cose”. I cinque giorni della rassegna sono stati vivacizzati, oltre a Fresi e Preziosi, da Andrea Pisani, le Ebbanesis, Carolina Rey, Antonio Catania, Lino D'Angiò.
I cortometraggi in gara sono arrivati da ogni parte del mondo. Il primo premio per la Sezione “Divabili” è andato a “Zona Cesarini” di Maryam Rahimi. Per il Miglior Corto ha vinto “L'interrogatorio” di Elena Coletta, mentre per i Lungometraggi l'ha spuntata “Un anno a Londra” di Flaminia Graziadei. Il Premio Assanti è andato “Volevo essere un diamante di Gould” di Biagio Celotto. Per “Cortincarcere” è stato premiato “Come il mare” di Andrea Corazza. La prossima edizione tratterà l'amicizia.


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