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Quell'amore travolgente tra Frederic Chopin e George Sand - Musica e parole, dal Notturno al Valzer alla Ninna Nanna
 

dom 02-07-2023 15:17 n.342, redazione

Quell'amore travolgente tra Frederic Chopin e George Sand

Musica e parole, dal Notturno al Valzer alla Ninna Nanna


Le mani del pianista Antonio Roccia si muovono sui tasti con andamenti a volte leggeri, a volte incalzanti. Le due attrici, Maresa Calzone e Monica Carbini, dialogano con lui leggendo e recitando i momenti salienti della relazione tra Frederick Chopin e George Sand. La sintonia tra musica e parole è perfetta. Nell'Auditorium San Vittorino va in scena il “Concerto Notturno, Chopin - Una Storia D’amore”, che chiude l'intensa stagione artistica promossa da Accademia di Santa Sofia con Unisannio e Conservatorio di Benevento.

Lo spettacolo, una prima assoluta, vuole essere un omaggio alla musica e al genio di Frederick Chopin e al suo tormentato incontro con la scrittrice George Sand. Il giovane Antonio Roccia esegue con padronanza e raffinatezza alcune tra le più belle gemme del grande pianista polacco. Le due attrici raccontano come nasce l'amore, nella Parigi del 1836, tra il musicista, che aveva 28 anni ed era già affermato, e la scrittrice francese, che aveva scelto un nome maschile per pseudonimo, ma in realtà si chiamava Aurore Dupin.

La narrazione è teatralizzata,  i testi sono stati scelti con cura da Monica Carbini, che fa anche da regista. La vita di Chopin e Sand  è una continua contaminazione tra musica e letteratura. Dalle lettere e dalle confidenze veniamo a conoscere ispirazioni e segreti,  gioie e dolori, aspirazioni e fragilità di due fortissime personalità dell'800 , che si resero protagonisti di un romantico e vivace incontro e segnarono con originalità artistica il panorama della cultura europea e mondiale dell'epoca.

Tutto nacque in un salotto parigino, dove Chopin si esibiva al pianoforte. Lei aveva sei anni più di lui, era una donna libera, separata e con due figli, ma già si era distinta per coraggio e anticonformismo, indossava i pantaloni e viveva del suo lavoro di scrittrice. Mentre Chopin era un eccellente pianista, molto richiesto per impartire lezioni a caro prezzo alle ragazze delle famiglie aristocratiche.

Il pianista Roccia suona amorevolmente i brani choipiniani tratti dalle seguenti composizioni: Il Notturno n. 20 in Do diesis minore, o Lento,che sullo spartito ha la dedica "A mia sorella Ludwika come esercizio prima di iniziare lo studio del mio secondo concerto"; Il Valzer op. 64 n. 1 in Re bemolle maggiore, il celeberrimo Preludio n.15, noto come “La goccia d’acqua”,  che è il cuore poetico della raccolta; il Preludio n.20 che è il più scarno e fatalistico; la superba Marcia Funebre, che è il terzo movimento e costituisce il nucleo drammaturgico della Sonata per pianoforte n.2 in Si bemolle minore, Op. 35.

"Chopin -scrive l'addetta stampa Monica Carbini -esprime un profondo e struggente senso di tragicità, senza mai cadere nel sentimentalismo, mantiene sempre una composta sobrietà, che rende ancor più commovente l’espressione dei propri contenuti. La composizione è grandiosa e profondamente mesta, la melodia iniziale, è solenne e dolorosa al tempo stesso. Nella seconda parte la melodia passa in tonalità maggiore ed è tipicamente chopiniana, cantabile e di un'emozione contenuta e dolente".

Il concerto si conclude con la deliziosa Berceuse (Ninna Nanna) Op.57 tra gli applausi scroscianti del pubblico. Antonio Roccia regala il suo bis con una recentissima personale composizione, suggellando egregiamente una stagione aristica, che ha annoverato grandi nomi, da Paolo Fresu ad Eugenio Bennato, da Peppe Barra a Michele Placido, da Francesco Nicolosi ad Andrea Griminelli ed una strepitosa sezione del jazz, curata dal maestro Umberto Aucone. Senza dimenticare le pillole culturali dei docenti universitari.

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