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Direttore Antonio Esposito

L'Orchestra Filarmonica con Bollani star tra Gershwin e Rota - Un mare di armonie frizzanti e leggere al Teatro Romano
 

mar 11-07-2023 16:45 n.346, a.e.

L'Orchestra Filarmonica con Bollani star tra Gershwin e Rota

Un mare di armonie frizzanti e leggere al Teatro Romano


La grande attesa è tutta per Stefano Bollani. L’Orchestra Filarmonica di Benevento prepara il terreno con un inizio lento e meditativo, poi rapidamente si incammina tra smaglianti colpi di piatti nella musica di Maurice Ravel, eseguendo “Ma Mere l’Oye”.Il famoso pianista e compositore arriva sul palco come una star, reduce da un David Di Donatello, vinto per una colonna sonora di un film. Saluta e ringrazia il foltissimo pubblico che ha riempito in ogni angolo il Teatro Romano.

Un’ atmosfera scintillante per l’avvio della rassegna musicale del Bct, diretto da Antonio Frascadore. Il concerto vede suonare insieme per la prima volta l’Orchestra Filarmonica con Bollani sotto la guida del giovane maestro trentenne Nicolò Jacopo Suppa. I due trovano subito il giusto affiatamento, portano la stessa pettinatura coi capelli raccolti all’indietro. Il pianista si mette all’opera con slancio e brio, suonando col suo stile estroso la “Rapsodia in Blu” di George Gershwin. Sembra di veleggiare in un mare di armonie leggere tra abbandoni, memorie e sogni.

Quando il brano termina, il pubblica richiama più volte sul palco Bollani, che ha già in mente di fare qualcos’altro come bis, “visto che il tragitto è lungo -dice- è inutile che vado dietro le quinte e poi torno”. Riprende con un omaggio a Nino Rota,  eseguendo “La passerella di Otto e Mezzo”, film di Federico Fellini del 1963. Poi se ne va in Brasile,  tra le allegre note di “Tico Tico no Fubà”  e ripesca “Per Elisa” di Beethoven. “Questo è il primo brano che ho imparato a suonare -precisa- ascoltando un gracchiante 78 giri di mio nonno. E’ molto melodico, ma io ve lo faccio in versione ritmica e cubista”.

Il concerto prosegue con l’Orchestra Filarmonica e “Un Americano a Parigi” di Gershwin. I musicisti concludono in maniera frizzante col Mambo tratto da “West Side Story” di Leonard Bernstein. Un po’ di delusione serpeggia sulla faccia della gente che avrebbe voluto sentire qualche pezzo in più di Bollani. C’è chi parla di una “fugace apparizione”, chi dice che l’artista ha seguito il programma. Qualcuno, come Patrizio Mazza, osserva : “Bollani al Teatro Romano di Benevento? Bisognerebbe chiamare “Chi l’ha visto?”.

Gli orchestrali hanno dimostrato ancora una volta le loro eccellenti doti. “Quelli dell’Ofb -fa notare il direttore Suppa- sono stati bravissimi. Con loro mi sono trovato benissimo. Abbiamo lavorato in profondità e curando i dettagli. Mi sono diplomato in viola al Conservatorio di Milano a 22 anni, poi in Direzione d’orchestra nel 2019 e nel 2020 in Composizione. Ho debuttato nel Maggio Musicale a Firenze. Lavorerò con l’Orchestra Filarmonica dell’Arena di Verona. Ho tanti impegni fino al marzo 2024. Questa location è straordinaria, anche per l’acustica. Porterò con me un bellissimo ricordo di Benevento”.




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