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Quel sognatore di Diodoro Cocca che amava la scuola e il mondo - Ciervo: "Il professore manca ai suoi cari, agli amici e alla cittą"
 

ven 29-03-2024 19:08 n.440, Antonio Esposito

Quel sognatore di Diodoro Cocca che amava la scuola e il mondo

Ciervo: "Il professore manca ai suoi cari, agli amici e alla cittą"


La vita di Diodoro Cocca come una canzone, una ballata, un abbraccio. Scorre nelle parole di ex colleghi, ex alunni, dei figli, di compagni della politica e del sindacato. L’hanno ricordato tutti insieme nella sua scuola, il Liceo Scientifico “Rummo” di Benevento, a distanza di dieci anni dalla scomparsa, avvenuta il 7 febbraio 2014 in un tragico incidente stradale. Con una mattinata di festa e cultura. Il professore di storia e filosofia era nato nel 1950 a San Marco dei Cavoti, dove da giovane era stato anche sindaco.

La cerimonia, promossa dalla famiglia, è cominciata con la musica. Quattro giovani, Dario De Mercurio, Eugenio Delli Veneri, Gianmaria Zarrelli e Stefano Cocca, hanno eseguito alcune tarantelle e tammurriate. La sua figura di docente è stata tratteggiata con tanti episodi emozionanti, aneddoti e curiosità, che hanno consentito di conoscere meglio la sua multiforme personalità. Una carrellata di testimonianze, arricchita da fotografie e filmati di gite scolastiche. C’è anche Diodoro Cocca che canta in napoletano.

“Il professore vive -ha rilevato il preside Antonio Frusciante- negli sguardi affettuosi di tutti noi. Era gioioso, semplice, cordiale. Si distingueva per sensibilità ed apertura al dialogo. Ha sempre spinto gli alunni a pensare”. “A volte -ha detto il collega Carmine Tranfa- veniva a scuola coi pantaloncini corti. Amava cantare. Siamo stati compagni di yoga”. “Ci guidava -ha aggiunto l’ex alunna Ursula Iadanza -come un regista. Era anticonformista. Scherzavamo facendo scomparire la sua coppola”.

Nel racconto dei suoi ex allievi risalta la sua umanità. “Sono figlia di lavoratori -ha osservato Viviana Russo-impegnati sette giorni per otto ore. Quando è arrivato il professore, col suo sorriso buffo, gli occhi grandi e limpidi, le sue giacche verdi, ho capito il valore dei diritti e di uno sciopero. Era un umanista combattente”. “Questo momento ci voleva -hanno rilevato Annarita Russo e Gianluca Chioato- Cocca faceva la differenza. Ci ha insegnato ad essere brave persone, rivoluzionari della gentilezza, a stare dalla parte dei più deboli”.

I quattro musicisti cantano “'E spingole francese”, tra i suoi cavalli di battaglia, insieme a “Era de Maggio”. “Il professore -ha affermato Stefania Camera, oggi docente a Bergamo- era sempre sorridente, entusiasta, mai stanco, non scolastico. Le sue lezioni aprivano un  dibattito. Ci ha inculcato la passione per il sapere. Sulla scia di una nota poesia di Danilo Dolci, che dice “Ciascuno cresce solo se sognato”. I momenti scolastici più belli sono stati ricordati da Anna Colarusso, Annamaria Romano e Rosetta Izzo. Gli interventi sono stati coordinati da Maria Rosaria Ricci, che ha citato l’esperienza nel Cai.

Qualcuno ha visto in lui un sognatore, un visionario, che sta “con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”, come canta Pierangelo Bertoli. Altri, come Erricoberto Pepicelli, il docente ideale. I figli Eugenio e Stefano hanno parlato del padre amante dell’agricoltura. Giuseppe Vassallo si è soffermato sul suo impegno nella Cgil e sul suo essere comunista. “Condividevamo il lavoro -ha concluso Amerigo Ciervo- la visione politica, la militanza a sinistra. Dovremmo cambiare questo affetto in energia creativa, in dura lotta di resistenza. Diodoro manca ai suoi cari, agli amici, a questa città”.










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