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Direttore Antonio Esposito

La danza dialoga con la filosofia al Teatro Comunale di Benevento - Il "volo" di Odette e Hassan tra cigni, grattacieli e notti magiche
 

ven 19-04-2024 16:49 n.446, a.e.

La danza dialoga con la filosofia al Teatro Comunale di Benevento

Il "volo" di Odette e Hassan tra cigni, grattacieli e notti magiche


La danza incontra la filosofia e nasce un bel dialogo. I corpi disegnano nell’aria pensieri. Dai movimenti  partono aquiloni. Chi può fermare un popolo che balla? Su queste traiettorie si sviluppa lo spettacolo portato in scena dalla Compagnia di Carmen Castiello al Teatro Comunale di Benevento, inserito nel Festival Filosofico del Sannio, organizzato da “Stregati da Sophia”, diretta da Carmela D’Aronzo. Un abbraccio suggestivo con protagonisti Odette Marucci e Hassan Eltabie del Teatro dell’Opera del Cairo.

Sullo schermo e sul palcoscenico passa la storia della danza. Dalla Grecia classica al Medioevo, dal Romanticismo alla Black Dance,  il percorso è accompagnato da perfette ambientazioni, da concetti filosofici, dalla voce recitante di Linda Ocone, curatrice dei testi. La bellezza dei passi dimostra sul campo il senso delle parole. Per i Greci la danza era parte importante dell’attività pubblica. Per Socrate “la vita è una donna che danza”, mentre per Platone “Cantare bene e ballare bene significa essere bene educati”.

Al primo ballo i ragazzi si muovono  con lentezza e armonia come dentro le colonne di un tempio. Si cambia. Siamo in età medioevale. Arriva la “carola”, un ballo di gruppo in cui i ballerini si tengono per mano e fanno un cerchio. La scenografia, curata da Carmen Castiello, si fa più sensuale. Si racconta la storia di Sherazade, protagonista de “Le Mille e una notte”, che riesce a fare innamorare il sovrano deluso, raccontandogli una favola dopo l'altra. Trionfa l’amore.

Sulla stessa scia il balletto “Il lago dei Cigni” di Cajkovskij, che rappresenta la storia di una principessa, trasformata da un mago in cigno e liberata dall’incantesimo dal principe, che perde la testa per lei. L’interpretazione di Odette e Hassan, rispettivamente solista e primo ballerino del Teatro dell’Opera del Cairo, è leggiadra. Si vola tra l’apollineo e il dionisiaco. Lo spettacolo si chiude con la  coloratissima Black Dance, contro il razzismo. Sullo sfondo di grattacieli e murales, i danzatori, dai più piccoli ai più grandi, sfoggiano padronanza e sintonia. La danza, “ linguaggio nascosto dell’anima”, è pura energia.




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