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Una nuova bussola per trovare il Tempio di Iside a Benevento - Aversano: "Per me stava tra Piazza Piano di Corte e Sant'Agostino"
 

dom 16-11-2025 18:42 n.669, Antonio Esposito

Una nuova bussola per trovare il Tempio di Iside a Benevento

Aversano: "Per me stava tra Piazza Piano di Corte e Sant'Agostino"


C’era una volta a Benevento un grande tempio dedicato alla dea egiziana Iside. I segni della sua presenza affiorano per le strade, per i vicoli e sulle facciate di alcuni edifici. Com’era fatto quel Santuario? Dove si trovava? Perché il culto di quella “magnifica” e “scandalosa” dea si era così radicato nel capoluogo sannita? A tutte queste domande cerca di rispondere Marcellino Aversano con il libro “L’Iseo perduto di Benevento”, pubblicato per le Edizioni Realtà Sannita. Un lavoro accurato e ricco di illustrazioni.

La fama di Iside è circondata da un alone di mistero e da mille suggestioni. Per i Greci e i Romani era vista come simbolo di fertilità, maternità e magia. Gli egiziani l’adoravano come forza primordiale di vita e salvezza. Il suo culto decade con l’avvento del Cristianesimo, ma un filo sottile resta. Alcuni studiosi, infatti, ritengono che la figura di Iside abbia anticipato quella della Vergine Maria. La diffusione del suo culto a Roma, in Campania e a Benevento fu merito dell’imperatore Domiziano.

Il viaggio di Iside dall’Egitto alla nostra città passa per Delo. “Il suo ingresso in Italia - scrive Aversano- è parte del bagaglio culturale di mercanti e viaggiatori, che la introducono attraverso i porti. Ma Domiziano non sceglie Roma come unico centro di celebrazione per il suo ambizioso progetto politico: privilegia anche Beneventum, città dalle origini antiche e dal ruolo nodale nei traffici tra Roma e l’Oriente”. Dal “legame speciale” di Domiziano con Benevento nacque l’idea di un tempio per Iside.

Le più importanti sculture egizie furono scoperte da Almerico Meomartini nel 1903, durante i lavori per allargare la strada di accesso alla caserma dei carabinieri, presso l’ex convento di Sant’Agostino. I reperti sono conservati nel  Museo Arcos. Tra questi spiccano Iside Pelagia e Domiziano vestito da Faraone. C’è un progetto per realizzare a Benevento un Museo Egizio, finanziato dalla Regione Campania e dal Ministero della Cultura. La presenza egizia è testimoniata anche da due importanti obelischi.

“Il vero regista architetto dell’Iseum -rileva Aversano- è Rutilio Lupo, un facoltoso costruttore del tempo nonché prefetto d’Egitto”. Sull’ubicazione del tempio ci sono diverse ipotesi. Chi pensa che stava presso il Teatro Romano, chi tra la Madonna delle Grazie e Cellarulo. “Per me -afferma l’autore- sorgeva tra Piazza Piano di Corte e Sant’Agostino”. Il libro apre un nuovo sentiero su un periodo affascinante della nostra storia, dandoci una bussola per orientarci meglio, una guida per il futuro Museo Egizio.



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