|  "L'agire indisturbato del potente homo oeconomicus è riuscito a plasmare la società in tutti i suoi ambiti, facendole assorbire la sua logica razionale, basata sull'egoismo e sull'interesse personale. Per ridare senso alla vita serve un cambio di paradigma, che può essere rappresentato solo dall'homo vitalis, vocato alla socialità. Nel Sannio, territorio fragile, tormentato dallo spopolamento e dall'invecchiamento, è in corso un'esperienza nel Terzo Settore, fondata su un'economia sociale”.
Con queste parole, Giuseppe Marotta, manifesta la necessità di un nuovo ordine economico e geopolitico, nel libro intitolato “Dalla razionalità economica alla razionalità della vita”, pubblicato per le Edizioni “La Meridiana”. L'analisi del docente emerito dell'Università del Sannio è serrata e incalzante. Il quadro mondiale non è per niente rassicurante. “I processi globali -scrive Marotta- hanno generato squilibri, polarizzazione della ricchezza, crisi ambientali e climatiche”.
Per invertire la rotta bisogna puntare sul bene collettivo, ma tutto questo non può scaturire da processi spontanei. Si tratta di passare dall'homo homini lupus di Tommaso Hobbes a all'homo homini natura amicus di Antonio Genovesi. "Lo sviluppo capitalistico -dice il docente- ha arrecato gravi danni alla natura. La corsa sfrenata al profitto ha messo in secondo piano l'attenzione per la vita. Oggi mangiamo plastica e antibiotici. Dobbiamo prenderci cura della natura, che ci dà il cibo, l'aria e l'acqua".
La cultura della razionalità economica, che ha pervaso tutti, è diventata, insomma, insostenibile. L'utilità di una scelta non può essere disgiunta dalla giustizia. "Lo Stato -denuncia Marotta- ha abbandonato le Aree Interne, perché ha seguito la logica della convenienza economica. Chiudendo scuole e tagliando servizi sanitari. Ma la scuola e la sanità sono beni pubblici. La strada percorsa dal nuovo capitalismo si è rivelata, ancora una volta, illusoria, fallimentare e disumana".
La carta da giocare è l'economia solidale. La lezione viene dai territori. “Il Consorzio “Sale della Terra”- osserva Marotta- creato da Angelo Moretti nel 2016, è radicato in tutto il Sud Italia, in particolare nelle aree interne, con oltre 350 lavoratori, si occupa di più di mille persone fragili e famiglie”. Il monito del libro, che si avvale dei contributi dell'economista Leonardo Becchetti e del vescovo don Franco Piazza, è racchiuso nella profezia della tribù nativa americana Cree: “Solo quando l'ultimo albero sarà stato tagliato, l'ultimo pesce pescato, l'ultimo ruscello avvelenato, ci renderemo conto che non possiamo mangiare denaro”.

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