|  Storia di una ragazza, dei suoi sogni e dei suoi amori, a ritmo di jazz, samba e melodie romantiche. Un concerto raffinato coi colori di un musical, quello eseguito da un gruppo di musicisti dell'Orchestra Filarmonica di Benevento nell'Hortus Conclusus, chiamato non a caso “L'ultima notte a Broadway”. L'ensemble ha mescolato sapientemente brani di George Gershwin, Leonard Bernstein e Andrew Lloyd Webber, creando un'atmosfera sofisticata, dolce e avvolgente.
Un viaggio alla ricerca dell'amore sognato, iniziato con le note di “The Man I Love”, in cui una donna aspetta l'uomo che amerà e che un giorno di sicuro arriverà. Canta il soprano Antonella Carpenito, introdotto dalle parole di Emi Martignetti. La notte promette incontri sentimentali. La ragazza ci crede e spera. "Basta uno sguardo -immagina- un nome, che può diventare musica. Quando ci si sente amati, il mondo appare diverso, le strade più luminose. L'amore ci fa vedere bellezza dovunque".
La musica incalza con Agostino Napolitano al clarinetto, Michele Storti alla fisarmonica, Luigi Gagliardi al pianoforte, Sandro Verlingieri alle percussioni. “Il tempo sembra fermarsi -fa sapere Martignetti- si aspetta la sera, come si aspetta una festa”. Gli orchestrali accompagnano con freschezza le melodie, regalando ogni tanto frizzanti intermezzi musicali. L'album della ragazza approdata a Broadway si riempie di fotografie e ricordi. “Pensami -dice al suo amore- anche se sei lontano ormai”.
La voce di Antonella Carpenito vola tra Maria, Maria, Maria, un Kyrie Eleison e “Don't Cry for me Argentina”. Il concerto si fa più intimistico. Passano gli anni, cambiano i luoghi, ma il linguaggio dei ricordi rimane sempre uguale. La ragazza comprende che fa più male il dimenticare. Quella grande città non l'ha cambiata. Continuerà a sognare. "La ragazza che vedete davanti a voi -conclude- sono io. Questa valigia ha custodito la mia vita, la musica ha custodito la mia anima. Grazie per avermi aiutato a ricordare".


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