|  Come finestre che si chiudono, come occhi che si spengono, continua inesorabilmente la dismissione delle edicole anche a Benevento. L'ultima a scomparire, in ordine di tempo, è quella di Viale Principe di Napoli, sul marciapiede di fronte all'Ospedale Fatebenefratelli. Il negozio della signora Lucia, continua a rimanere aperto solo come tabacchi e giochi. Per trovare un'edicola al Rione Ferrovia, bisogna percorrere tutto il viale ed arrivare di fronte alla Stazione Centrale.
La crisi è strettamente collegata alla diffusione dei social e delle piattaforme. L'assenza totale di questi punti informativi colpisce anche luoghi centrali del capoluogo sannita, come Viale Mellusi, dove una volta c'erano due edicole. Stessa sorte per Via Rummo, a pochi passi dalle Poste Centrali. Ha chiuso anche quella storica di fronte al Duomo, che continua ad operare solo con sigarette e giochi. Alla Pacevecchia non c'è niente, mentre resiste il Rione Libertà con due edicole.
Qualche idea per rilanciarle viene dagli stessi edicolanti. "Per andare avanti -propone Danilo De Rei, titolare della sede di Via Flora- devi reinventarti come imprenditore, ampliare l'offerta. Per fare questo devi avere un progetto al passo coi tempi. Molti di noi lavorano già come multiservizi. I giovani preferiscono fare altro. Chi viene a chiudersi in questo spazio dalla mattina alla sera? Il quotidiano non regge più. Per superare la crisi, facciamo in modo che i negozi vendano anche i giornali".
Il comune di Roma ha fatto un piano per aiutare le edicole, riducendo o abolendo il canone per l'occupazione del suolo pubblico, incentivando la loro funzione di hub polifunzionali, come punti di riferimento di un quartiere. "La crisi viene da lontano -fa notare Giuseppina Russo, edicolante di Via Napoli- io da tempo opero anche come cartoleria, con giocattoli, giochini e libri. Se chiudo, non ci sono persone della mia famiglia che potrebbero continuare. Saremo sostituiti dai supermercati".
Quando nel giugno dell'anno scorso venne a Benevento Marco Giallini per il BCT, manifestò grande nostalgia per la scomparsa delle edicole nella sua città. “Ma non vi sembra una cosa terribile? -denunciò l'attore romano- Com'era bello l'odore della carta”. "La gente preferisce l'informazione mordi e fuggi -conclude Giacomo Zeoli, edicolante presso il Meomartini- gli abbonamenti online a 5 euro al mese hanno peggiorato le cose. Bisognerebbe partire dalle scuole, educando i ragazzi alla lettura del giornale. Io sono in pensione da tre anni. Chiuderò nel prossimo dicembre. L'ho fatto con passione".


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