|  L’amore raccontato e cantato attraverso storie belle e dolenti. L’amore appassionato e vigliacco, quello che può incantare e giocare anche brutti scherzi, perché s’intreccia con la vita. Su questo binario scorre lo spettacolo “Canzoni - Per il Commissario Ricciardi”, portato in scena da Maurizio De Giovanni all’Hortus Conclusus, per inaugurare della rassegna “Benevento Città Spettacolo". Una cavalcata sentimentale nella Napoli del Novecento, tra le speranze e i sogni di un popolo.
Quell’amore che scuote i cuori bambini nei quartieri, che se ne frega del giudizio della gente. La prima storia prende le mosse dalle note di “Palomma ‘e notte”, che vuole mettere in guardia, ripetendo alla donna innamorata “Vattenne a lloco! Vattenne pazzarella”. Quello tragico di una madre che muore dopo aver partorito una bambina. Quello di Rosinella che non ha potuto mantenere il giuramento, perché un destino crudele ha deciso di portarla via.
Le storie si dipanano tra parole e musica, in un perfetto abbraccio. La voce serrata e incalzante di De Giovanni è addolcita dai suoni intensi di Giacinto Piracci alla chitarra, Rocco Zaccagnino alla fisarmonica, Marco Zurzolo al sassofono, e dalla vellutata voce di Marianita Carfora. Nell notti napoletane c’è sempre una serenata da cantare, anche se è senza nome. Chi parte, resta col cuore nella sua terra. Pensando a quella donna sognata e cantandole “Voce ‘e notte”, sotto al suo balcone.
L’amore non ha età e può “cadere” anche il professore, che s’invaghisce di Sisinella, “con la bocca socchiusa, con le labbra rosse, che ride nel vento, con le mani morbide e la pelle panna e fragola”. Nell’aria rimbalzano sospirati i versi di “Te vurrìa vasà” e di “Passione”. Ma le canzoni raccontano anche tristi realtà, la povertà, le sofferenze delle guerre, la morte di giovani soldati. Lo spettacolo riesce a rappresentare con efficacia anche “la faccia triste della luna” e il grande bisogno di sognare.
Quando il cielo è pieno di stelle, possiamo sperare nel futuro. C’è sempre una “Rundinella” che può tornare al suo nido e possiamo vivere una “Nuttata ‘e sentimento”. Come le rondini, che vanno e vengono. “Noi coi sogni ci campiamo - dice De Giovanni- anche se sono subdoli e traditori. Così con il teatro, il sipario si apre e si chiude, tornando a separare il sogno dalla realtà”. Ma questa sera, intona la cantante, c’è una “Nuttata ‘e sentimento”, che "nun è fatta pè durmì”.
Prima dello spettacolo, lo scrittore, che è cittadino onorario di Benevento, anche per le sue origini sannite, ha ricevuto il Premio Gregoretti, in ricordo del fondatore di "Benevento Città Spettacolo". “Spero di essere all’altezza di questo riconoscimento -ha concluso De Giovanni- prima di me sono stati premiati, tra gli altri Lavia, Salemme Lina Sastri. Ho consigliato il tema “Mediterraneo”, perché questo mare è un ponte, anche se oggi purtroppo è anche una tomba. Dobbiamo rilanciare la sua natura connettiva”.


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