|  L’atmosfera è assorta. Le note danzano lentamente, fino a diventare una girandola avvolgente. Qui è là un fischio in lontananza. Comincia con passo felpato il concerto chiamato semplicemente “Morricone”, eseguito dall’Orchestra Filarmonica di Benevento in un Teatro Romano quasi gremito. Dirige con grazia Letizia Vennarini. Prendono il largo le più belle colonne sonore di Ennio Morricone. Corredate da aneddoti e curiosità sulla sua vita, grazie alla voce recitante dell’attore Maurizio Tomaciello.
La musica ci porta per mano tra mondi e secoli, da “C’era una volta in America” a "Novecento”, tra paesi e storie, tra indimenticabili volti, rinvigorisce la nostra memoria. Gli arrangiamenti sono di Luigi Gagliardi. Dopo “The Mission”, i sessanta orchestrali ci fanno assaporare la nostalgia di “Nuovo Cinema Paradiso”. “Per me -racconta Morricone- la scelta della musica non è avvenuta per vocazione, ma per necessità. Mio padre suonava la tromba. Mi diplomai a Santa Cecilia. Non pensavo di scrivere per il cinema”.
Quando arriva la colonna sonora di “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino, il ritmo si fa graffiante e scattante. Col regista americano Morricone ebbe un confronto forte proponendogli un testo pieno di colpi secchi. L’andamento solenne è interrotto dalla gaiezza danzante di “Metti una sera a cena” e in particolare dalla corale e coinvolgente “Here’s To You", cantata anche dal pubblico, dedicata alla storia degli anarchici Sacco e Vanzetti, condannati innocentemente in America nel 1927.
La carriera di Morricone ebbe una svolta decisiva quando incontrò Sergio Leone. “Avevamo frequentato la terza elementare -fa sapere il maestro- ci siamo rivisti trent’anni dopo. Ci capivamo con lo sguardo. Sergio diede nuova vita al western”. Da questa collaborazione nacque la trilogia del dollaro, con i film “Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più” e “Il buono, il brutto, il cattivo”. Ma Morricone ha colorato anche la musica pop. L’orchestra chiude in bellezza con “Il mondo” e "Abbronzatissima”.


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