Attualità     Politica     Cultura    Reportage     Opinioni    Chi siamo    Contatti    Credits     

Direttore Antonio Esposito

L'ammore 'o vero di Gnut brilla con l'Ofb all'Hortus Conclusus - "Mescolo le mie radici col folk inglese e la musica africana"
 

sab 19-09-2026 12:34 n.785, a.e.

L'ammore 'o vero di Gnut brilla con l'Ofb all'Hortus Conclusus

"Mescolo le mie radici col folk inglese e la musica africana"


"Il mio genere musicale? Autobiografico. Perché metto i fatti miei dentro i testi. Sono autodidatta. Mi sono reso conto che involontariamente mescolo le mie radici di napoletano con quello che mi piace ascoltare, il folk inglese, la musica africana del Mali e del delta del Mississippi. Il mio nuovo disco uscirà a marzo. I mie maggiori successi? I prossimi". Con semplicità ed ironia, il cantante napoletano Claudio Domestico, in arte Gnut, delinea il suo profilo, nel corso del concerto con l'Ofb all'Hortus Conclusus.

La barca musicale si avvia tra le note di “Ammore quanno è ammore”, raccontando un sentimento sincero e spontaneo , intrecciando la tenerezza di “Duje vicchiarielli”, che vanno avanti aiutandosi a vicenda. Con l'Orchestra Filarmonica di Benevento, composta da 17 elementi e diretta dal maestro Alessandro Verrillo, le canzoni di Gnut ritrovano nuova dimensione e freschezza, grazie all'effluvio corposo dei suoni. “Questo confronto -rileva il presentatore Ernesto Razzano- realizza un concerto unico”.

Il cantautore ha all'attivo sei album ed è stato tra i finalisti del Premio Tenco. Racconta come sono nati alcuni suoi pezzi, a volte anche da storie vere. Tra questa c'è quella della sua bisnonna, che fu sfregiata con una lametta da un suo spasimante, che voleva sposarla ad ogni costo. Da qui ha preso spunto per scrivere la canzone “Solo una carezza”. Dall'amore dolce a quello malato con “Lontano 'a te”. "Quando il rapporto è troppo- avverte Gnut- denunciate, perché "'o bbene po' fà male".

L'artista crea con parole lievi grandi emozioni. Non fanno per lui i concetti complicati. "C'è una canzone a cui sono molto legato -fa sapere- che pensai di scrivere, quando andò via una persona carissima. Ci chiama “Anche per te”. Dobbiamo cercare di essere felici, perché così avrebbe voluto chi voleva bene. Per me la chitarra è la mia ciaccarella”. C'è anche un pensiero per Roberto Murolo con “Nun te ne fa” e per Fabrizio De Andrè, di cui canta “La ballata dell'amore cieco”.

Il filo conduttore è l'innamoramento, come passione e incanto, sofferenza e tormento. Quando si ama abbiamo “Tutta 'a vita annanz'”, perché “ è bastato 'nu sorriso e ddoje parole pè me fa sentì 'e farfalle dint' a panza”. La cosa più bella è comunque quella di cercare e sognare sempre “L'ammore 'o vero” e costruire occasioni di felicità. Perché, saluta e consiglia Gnut tra gli applausi, per vivere, basta “Nu poco 'e bene” e 'o calore 'e sta canzone, senza cercà è capì manc 'e parole”.






Categ Cultura, letto 280 volte
 

 
  Apri WhatsApp   Apri Tweeter