|  Il salone delle feste a Parigi è animato da mille colori. La gente si appresta a ballare. C'è tanta gioia nell'aria. Al centro della scena c'è Violetta. Il giovane innamorato Alfredo le rivela il suo amore, ma il padre non vuole che il figlio si fidanzi con una cortigiana. Dall'allegria di “Libiam ne' lieti calici”, si passa in un attimo all'amore, “Croce e delizia”. La scenografia del Teatro Romano è essenziale. Su una gradinata laterale spunta Alfredo col suo canto dolente. Prende il volo “La Traviata” di Giuseppe Verdi.
Il sentimento dei due protagonisti deve vedersela con pregiudizi ed ostacoli. L'opera naviga sciolta e sicura nelle mani del direttore Veaceslav Quadrini Ceaicovschi. Il primo violoncello è Pietr Donawit, che per anni ha suonato all'Arena di Verona. Nessuno può fermare quell'amore, palpito dell'universo, “misterioso e altero”. Per Alfredo, interpretato con calore dal tenore Vincenzo Maria Sarinelli, accanto a Violetta, è come vivere “quasi in ciel”. Nei panni della donna, dolce e fremente, c'è il soprano Yao Bohui.
L'atmosfera tesa è ravvivata dal “Coro delle Zingarelle” e dalle ballerine, che a volte scendono dall'alto in mezzo al pubblico. Questo movimento trasforma ancor di più il Teatro Romano in un palcoscenico naturale. Ma all'orizzonte si addensa una nera nube. Si manifestano i primi sintomi della tisi, che aggredirà Violetta, fino a portarla alla morte. La cortigianna sa che ha le ore contate, ma non dispera. “Soffre il mio corpo -esclama- ma tranquilla è l'alma”. Nella mente di Alfredo passano tutti i bei momenti vissuti insieme.
I due amanti si danno coraggio. Forse andando a vivere in campagna la malattia passerà. Ad Alfredo non resta che cantare: “Parigi, o cara, noi lasceremo, la vita uniti trascorreremo, de' corsi affanni compenso avrai, la tua salute rifiorirà”. Suo padre, interpretato con vigore da Alberto Zanetti, comprende di aver sbagliato, a frenare il giovanile ardore del figlio. La regia di Alessandro Rizzitiello è quasi teatrale, imprime dinamicità ai punti di svolta.
Con “La Traviata” continua la tradizione lirica al Teatro Romano. "Questa serata -osserva Ferdinando Creta, direttore artistico- è stata un miracolo. Se si è tenuta lo dobbiamo all'impegno di Leonardo Quadrini. Siamo andati avanti nonostante le risorse ridotte. Dobbiamo ringraziare la Regione". L'Orchestra Internazionale della Campania è stata affiancata dal Coro Verdi di Roma e dal Coro Opera Festival di Bitonto. La Coreografia è di Saveria Cotroneo. Convinti applausi per i bravi interpreti.


|