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Direttore Antonio Esposito

Dialogo perfetto di violini e clarinetto col Quintetto dell'Ofb - Come un'altalena tra le armonie intense di Brahms e Mozart
 

lun 12-10-2026 15:42 n.796, a.e.

Dialogo perfetto di violini e clarinetto col Quintetto dell'Ofb

Come un'altalena tra le armonie intense di Brahms e Mozart


La musica s'incammina per sentieri pensosi, illuminati ogni tanto da guizzi e sobbalzi. In questa atmosfera riflessiva e solenne comincia il concerto del Quintetto dell'Ofb, che si cimenta con Brahms e la sua Opera 115 per clarinetto ed archi. Siamo al terzo appuntamento della rassegna “Moti Paralleli” e al Teatro De La Salle c'è un numeroso pubblico. Il brano di apertura è intenso e vario, si snoda come un'altalena, tra ritmi allegri e andantini, cullanti e vellutati, frizzantini e squillanti.

Suonano le “prime parti” dell'Orchestra Filarmonica di Benevento, Agostino Napolitano al clarinetto, Vincenzo Meriani e Federica Padovano, rispettivamente primo e secondo violino, Francesco Venga alla viola ed Emilio Mottola al violoncello. Il brano fu composto da Brahms per il clarinettista Richard von Muhlfeld. “E' una musica dai toni foschi -spiega Mottola- interrotti dal suono vivace del clarinetto”. I musicisti ondeggiano insieme agli strumenti, navigando tra pause e slanci.

La seconda parte del concerto si concentra sul famoso Quintetto di Mozart, scritto per il clarinettista Anton Stadler. Si tratta di una delle opere più ammirate del compositore austriaco. “Qui si nota -osserva Mottola- la grande capacità di far confluire gli strumenti in un incontro felice, dopo aver percorso vie autonome”. La partenza è morbida, come un'onda leggera, che poi si scioglie in raffinati ghirigori. I violini sembrano gorgheggiare come usignoli. Il dialogo col clarinetto è perfetto.

Il Quintetto fu composto da Mozart nel 1789, in un periodo di gravi difficoltà economiche per il musicista, ma questa condizione non si riflette affatto nel brano, che riesce a donare serenità e dolcezza, grazie al clarinetto e agli archi, ben armonizzati, con allegretto finale. Il pubblico apprezza e applaude convintamente. Il bis del Quintetto Ofb è affidato allo spumeggiante brano del clarinettista ungherese Bela Kovacs, “Shalem – alekhem, rov Feidman”, colorato dal virtuosismo del clarinetto.






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